Roberto Citran è un’autentica garanzia nel mondo dello spettacolo italiano. Ecco in quale opere lo abbiamo ammirato in azione.

Sangue veneto, Roberto Citran è il classico esempio di un artista elegante, mai sopra le righe, capace di entrare in un ruolo con quell’animo sensibile da vero e proprio artista. Nel corso della sua pluridecennale carriera ha interpretato tanti ruoli degni di nota, senza tradire le aspettative. Con il passare del tempo, la fama ha iniziato a precederlo, ma non per tale ragione lui si è lasciato distrarre. Anzi, a ogni apparizione sul set si è messo in gioco, dando grandi prove di immedesimazione nel personaggio assegnatogli. Vediamo chi è, da dov’è partita e come si è sviluppata la carriera, con un veloce sguardo sulla sfera privata.

Roberto Citran: la biografia

Roberto Citran nasce il 26 gennaio 1955, sotto il segno zodiacale dell’Acquario, a Padova. Intraprende il percorso teatrale nel 1978 nella sua città, entrando in Teatrocontinuo e TAM teatro musica. Intanto, avvia la collaborazione col Cineclub dell’Università Cinema 1 con Carlo Mazzacurati ed Enzo Monteleone. Quand’è il 1983, insieme a Vasco Mirandola, fonda il duo comico Punto e Virgola, che vincerà il concorso La Zanzara d’oro e sarà ospite fisso di parecchi anchorman tivù: da Maurizio Costanzo a Fabio Fazio, a Renzo Arbore.

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Nel 1986 debutta nella fiction con Parole e Baci di Rossella e Simona Izzo, dove recita accanto a Ricky Tognazzi, che lo vorrà poi in numerosissime sue pellicole da regista, a cominciare da Piccoli equivoci, grazie al quale ottiene la prima candidatura al David di Donatello. Quindi, diventa l’attore feticcio del regista Carlo Mazzacurati, che lo guiderà in Notte Italiana, Il prete bello  – che gli varrà la nomination al Nastro d’argento -, Il toro – per cui riceve una seconda nomination al David di Donatello, ma soprattutto la Coppa Volpi a Venezia come miglior attore non protagonista -, Vesna va veloce, A cavallo della tigre. L’amico ritrovato.

Il suo primo ingaggio da protagonista è nel lungometraggio Io, Peter Pan di Enzo De Caro, ma offre il meglio di sé anche sotto la direzione di Giuseppe Piccioni in Chiedi la luna, con Margherita Buy, Sergio Rubini e Giulio Scarpati, e di Cristina Comencini ne I divertimenti della vita privata, con Vittorio Gassman e Giancarlo Giannini.

L’anno dopo alterna il cinema (Ambrogio di Wilma Labate) al teatro con Freaks e gli ultimi freaks, Il mistero dei bastardi assassini, Risate selvagge e Ultimi freaks. Tra gli innumerevoli registi che lo impongono all’attenzione: Davide Ferrario in Anime fiammeggianti; Giulio Base in Poliziotti; Cinzia Th. Torrini in Caramelle e Don Gnocchi – L’angelo dei bimbi; Maurizio Ponzi in Italiani; Maurizio Zaccaro in Cervellini fritti impanati; Cecilia Calvi ne La classe non è acqua.

Ma assumono un valore speciale le partnership strette con Francesco Rosi ne La tregua e Silvio Soldini ne Le Acrobate. Intanto, il piccolo schermo lo reclama, per la fiction Don Milani – ll priore di Barbiana e la sit-com Baldini e Simoni. Il talento lo conduce fino all’estero, accanto a Ewan McGregor, in Nora di Pat Murphy, al fianco di Penelope Cruz e Nicolas Cage ne Il mandolino del Capitano Corelli di John Madden. Tuttavia, i titoli aventi maggiore fortuna sono Le valigie di Tulse Luper: La storia di Moab di Peter Greenaway e Hotel Rwanda di Terry George.

Successivamente, sempre disimpegnandosi tra Italia ed estero, lavorerà con: Massimo Venier in Mi fido di te e Generazione 1000 euro, Francesca Archibugi in Lezioni di volo, Davide Marengo in Notturno bus. Rob Marshall lo scrittura per un piccolo ruolo nel musical Nine. Poi giunge il momento del sentimentale Il giorno in più, con Isabella Ragonese e Fabio Volo. Nel frattempo, è coinvolto in molteplici serie, tra cui Distretto di polizia, Medicina generale, Ispettore Coliandro e Il papa buono di Ricky Tognazzi, che gli vale una candidatura al David di Donatello.

Riprende il sodalizio insieme a Massimo Venier in Aspirante vedovo, con Luciana Littizzetto e Fabio De Luigi, e Odio l’estate, con Aldo, Giovanni e Giacomo. Sotto le direttive di Andrea Segre recita in Io sono Li e L’ordine delle cose, mentre Matteo Oleotto lo recluta in Zoran, il mio nipote scemo. L’intesa con Carlo Mazzacurati vive di un nuovo capitolo, mediante La sedia della felicità. Dopodiché partecipa al lungometraggio su Pasolini di David Grieco, con Massimo Ranieri, intitolato Macchinazione, a Notti magiche di Paolo Virzì e a Diabolik dei Manetti Bros.

A livello televisivo è chiamato in più occasioni da Giacomo Campiotti per Preferisco il Paradiso, Maria di Nazaret, Non è mai troppo tardi, Chiara Lubich – L’amore vince tutto. Appare, peraltro, in Fuoriclasse, In arte Nino e ne Il cacciatore, dove impersona Andrea Elia, il nuovo Procuratore Capo di Palermo che arruola Saverio Barone (Francesco Montanari) nel suo team.

Roberto Citran: la vita privata

Roberto Citran è sposato con Antonella e ha due figli, Michele e Margherita. Risiede a Bologna e Roma, ha un profilo Facebook, mentre non è noto il suo patrimonio.

3 curiosità su Roberto Citran

– Ha fondato il gruppo musicale Rock e i suoi fratelli.

– Del cinema di ieri rimpiange il livello culturale che avevano i registi, mentre oggigiorno vede sempre più spesso un interesse e una competenza prettamente tecnica.

– Nello show per ragazzi Alex & Co. veste i panni del preside del liceo, una figura dispotica ben più attenta al profitto degli utenti che al loro effettivo benessere.

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ultimo aggiornamento: 25-09-2021


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