Lo definiscono il nuovo Luca Argentero e lui ringrazia! Ecco chi è Giovanni Anzaldo, nuovo astro emergente dello spettacolo italiano.

Chiunque conosce la battuta del regista russo Stanislasvkij, secondo cui non ci sarebbero piccoli ruoli, ma solo piccoli attori. Largamente abbracciata soprattutto dagli operatori di settore, c’è chi avrebbe da dissentire in proposito. La voce fuori dal coro è quella di Giovanni Anzaldo, abituato fin dagli esordi ad accettare ruoli complicati. Perché nel momento in cui il gioco si fa duro esistono due scenari: o ti spezzi o, come nel suo caso, ne esci rafforzato. Andiamo ora a “fargli visita”, scoprendolo tanto nel lavoro quanto fuori dal set.

Giovanni Anzaldo: biografia e carriera

Nasce il 12 novembre 1987 a Torino, sotto il segno zodiacale dello Scorpione, da genitori di origini siciliane. Cresce nella provincia del capoluogo piemontese, a Rivalta, e fin da piccolo nutre una spiccato interesse per la recitazione. Completati gli studi di ragioneria, all’Università di Economia preferisce la scuola del Teatro Stabile di Luca Ronconi, dove si diploma nel 2009. Nel mentre, offre i primi scorci del proprio potenziale ne L’istruttoria di P. Weiss, Tre de Musset e L’incorruttibile. Quand’è il 2010 Alessandro Gassman lo scrittura in Roman e il suo cucciolo: gli affida la parte del figlio eroinomane del protagonista, un immigrato rumeno interpretato proprio da Gassman.

Costui lo riprenderà negli panni di Nicu per il suo film di esordio alla regia, intitolato Razzabastarda, adattamento cinematografico dell’opera teatrale, presentato in anteprima al Festival internazionale di Roma. Nel 2013 recita sul grande schermo in Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana. Intanto, in tv assume le sembianze di Valerio in Paura di amare, compagno di scuola di Carlotta (Benedetta Gargari), che ne rimane affascinata. Invece, ne Il restauratore e in Fuoco amico TF45 – Eroe per amore appare rispettivamente al fianco di Lando Buzzanca e Raoul Bova.

Poi entra nel cast principale de Il capitale umano, il primo dramma di Paolo Virzì,vincitore di sette David di Donatello. Qui incarna Luca, un ragazzo allevato in quartiere popolare accusato, al posto dello zio, di essere uno spacciatore e costretto a sostenere sedute di psicoterapia da Roberta (Valeria Golino). L’ingaggio consente a Giovanni di stare a stretto contatto con vari professionisti di eccezionale fama e bravura quali Fabrizio Bentivoglio e Luigi Lo Cascio, oltre alla Golino.

Nel 2014 impersona l’artista di strada Marc Bresson in Mi chiamo Maya di Tommaso Agnese e di Giuseppe ne L’attesa di Piero Messina, il figlio morto di Anna (Juliette Binoche). In entrambi i casi si tratta di due convincenti opere prime dei rispettivi registi. Dietro la macchina da presa Anzaldo passa in Sullo stress del piccione, spettacolo teatrale incentrato sulle vicende di quattro giovani sognatori, di cui si occupa, inoltre, della sceneggiatura. E sempre sul palcoscenico contribuisce al successo di Mar Del Plata, prestando il volto a Raul Barandiaran, l’unico sopravvissuto alla tragedia, purtroppo vera, della squadra di rugby La Plata, un gruppo di ragazzi che, nell’Argentina della dittatura di fine anni Settanta, venne decimato dalla ferocia dei militari di Videla.

Scommette, quindi, pesantemente sul suo conto Giovanni Veronesi, affidandogli il personaggio di Luciano nella pellicola Non è un paese per giovani (2017), uno dei due ragazzi italiani – l’altro è Sandro (Filippo Schicchitano) – che espatria a Cuba per cambiare vita. Seguono le chiamate in Succede di Francesca Mazzoleni, Ricordi? di Valerio Mieli (è Marco, l’amico un po’ traditore) e, da sola voce, Gli indifferenti di Leonardo Guerra Seràgnoli, la seconda trasposizione al cinema dell’omonimo romanzo di Alberto Moravia. 

Si unisce successivamente alla seconda stagione di Summertime nelle vesti di Jonas, il nuovo cuoco del Bagno Paradiso, uno spirito libero appena di passaggio, eppure un mentore per Summer (Coco Rebecca Edogamhe) e Sofia (Amanda Campana), aiutandole a osservare il mondo da una prospettiva differente. Ed è Giuseppe in Più forti del destino, miniserie di Alexis Sweet.

Giovanni Anzaldo: la vita privata

A dispetto della prevalenza dei coetanei, non sembra avere attualmente un profilo social. Trasferitosi a Roma per esigenze professionali, porta ancora oggi avanti la relazione con la stessa compagna, incontrata per la prima volta al Teatro Stabile di Torino. Non ne conosciamo il patrimonio.

20 curiosità su Giovanni Anzaldo 

– Nonostante la giovane età vanta già numerosi riconoscimenti, a cominciare dal Premio Ubu, conferitogli nel 2010 quale miglior under 30 per Roman e il suo cucciolo. Lo stesso ruolo, portato al cinema, gli è inoltre valso il Premio Gallo.

– Nella preparazione per Mar Del Plata non solo non si smetteva mai, ma ha letto pure L’arte di correre di Murakami.

– Nella vita non è un mammone: la madre vive in un’altra città e per paura di disturbarlo a volte neanche lo chiama.

– Lavorare con Virzì è stata l’esperienza più bella.

– Ha conosciuto Alessandro Gassman con una piccola bugia. Sapeva che stava cercando dei nuovi prospetti appena diplomati in una scuola di teatro, così si è presentato da lui, anche se gli mancavano ancora 6 mesi per terminare il corso allo Stabile di Torino.

– In Roman e il suo cucciolo parla con un accento romano. In che modo c’è riuscito? Ha preso residenza a Roma e andava in giro per la città con un registratore in mano, chiedendo alle persone come si pronunciava una determinata battuta. Dunque, registrava e ripeteva. 

– Ha sempre voluto recitare e detesta chi sostiene di aver intrapreso la strada per caso. 

– Ha cominciato a esibirsi in terza liceo, divertendosi e senza prendersi troppo sul serio. Poi pian piano qualcosa è cresciuto dentro di lui.

– Sposa il pensiero di Niccolò Fabi, secondo cui è necessario allontanarsi dalla perfezione. Perché la perfezione non è mai umana. 

– Per Il capitale umano è stato scelto da Paolo Virzì dopo un provino durato più di tre ore!

– Nei momenti di sconforto si rilegge John Cassavetes. Un’autobiografia postuma, la biografia del “primo vero cineasta americano”

– In tanti gli danno del nuovo Luca Argentero e ciò lo lusinga.

– Scrivere e morire in casa: per lui vorrebbe solo questo.

– Gli autori preferiti? Steven Berkoff, Conor McPherson e lo “sperimentale” Règis de Sa Moreira.

– I riferimenti attoriali? Elio Germano e Pierfrancesco Favino!

– È figlio di due macellai, gestori di un negozio di alimentare.

– I punti fermi letterari sono Tolstoj, Dostoevskij ed Hemingway. In ottica pop, apprezza Fabio Volo.

– Se dovesse dare un consiglio a chi sta per sottoporsi a un provino, suggerirebbe di fare sempre meno di quello che aveva pensato: la camera restituisce tutto.

– Non ha una gran manualità.

Caratterialmente si definisce un ragazzo timido, insicuro e in perenne ricerca di sfide quotidiane che lo stimolino.

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Ultimo aggiornamento: 05-03-2022


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