Noto anche per il sodalizio con Pino Daniele, Tullio De Piscopo è uno dei più grandi batteristi italiani di sempre. Ecco chi è.

Vanta collaborazioni con musicisti di calibro straordinario, italiani e internazionali. Solo per citarne qualcuno, sulla scena nazionale Tullio De Piscopo ha affiancato Mina, Adriano Celentano, Fabrizio De André, Franco Battiato, Enzo Jannacci e tanti altri. O, ampliando gli orizzonti, ha condiviso la ribalta con Chet Baker, Quincy Jones e Dizzy Gillespie. Tutto parte integrante di un percorso longevo e pregno di riconoscimenti. Considerato dai più come il miglior batterista italiano di ogni tempo, ecco quali sono state le tappe fondamentali della carriera nel corso dei decenni, dagli esordi alla consacrazione, senza disdegnare un’incursione nella vita privata.

Tullio De Piscopo: la biografia

Tullio De Piscopo nasce il 24 febbraio 1946, sotto il segno dei Pesci, a Napoli, dove cresce nella zona di Porta Capuana. Il padre, Giuseppe, era un batterista e percussionista che suonava nell’orchestra del Maestro Giuseppe Enepeta, uno dei più celebri arrangiatori e direttori d’orchestra della canzone partenopea, e il Regio Teatro San Carlo di Napoli.

All’età di 13 anni Tullio lavora in night-club della zona, parecchio frequentati dai soldati americani, mentre in seguito entra in gruppi jazz cittadini. Nel 1969 decide di trasferirsi in quel di Torino, riuscendo ad affermarsi subito sulla scena musicale, scritturato come membro fisso allo Swing Club, locale in voga all’epoca. Nel 1970 prende residenza a Milano: da lì la sua carriera avrebbe spiccato definitivamente il volo. Tre anni più tardi partecipa alla prima Opera Rock italiana ORFEO 9 di Tito Schipa Jr. Il progetto, costituito da un doppio album e un film, annovera fra gli interpreti Edoardo Nevola, Penny Brown e gli allora sconosciuti Renato Zero e Loredana Berté.

Dal Franco Cerri Quartet (poi Quintet) passa ai New Troll Atomic System, tra le cui fila rimane nel biennio 1973-1974. Per sei edizioni consecutive, dal 1977 al 1982, consegue il Premio Speciale Oscar, eletto dai giornalisti ‘miglior musicista dell’anno’. Nel 1981 incide il disco Metamorphosis in partnership con il pianista Oscar Rocchi. Inoltre, è batterista di Pino Daniele negli album Vai mo’, Bella ‘mbriana, Sciò, Common Ground, Acqua e Viento, Assaje, Ricomincio da 30, Anema e core.

In aggiunta, contribuisce alla riuscita di prestigiosi tour con Joe Amoruso, Tony Esposito, Karl Potter, James Senese e Rino Zurzolo. In compagnia degli stessi Amoruso e Zurzolo, nonché di Gato Barbieri, lascia provvisoriamente la penisola per calcare palcoscenici europei.

Da cantante giunge al successo tramite la canzone M’Briachete tu tu, prima di affermarsi definitivamente con Andamento lento, con quale concorre al Festival di Sanremo 1988 e, nello stesso anno, trionfa al Festivalbar. Ulteriori pezzi famosi sono Stop Bajon (1984), He’ fatte ‘e solde, eh? (1985), E allora e allora (Sanremo 1989), Jastao (1990) e Qui gatta ci cova (Sanremo 1993).

Nel maggio del 1998 Tullio dà la “voce” a Carla Fracci nel grande spettacolo La Muta di Portici e L’Eccidio di Pietrarsa, rappresentato al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa (Portici). L’11 novembre 2000 appare al Giubileo della Terra per un concerto in onore dei lavoratori nelMondo, con la presenza di Papa Giovanni Paolo II. Quand’è il 2008 realizza, in coppia con Fabio Concato, Il Giardiniere, CD poi presentato a Sanremo.

Per celebrare il 40ennale di carriera, nel giugno 2010 esce l’antologia Questa è la Storia, preceduta dal singolo Conga Milonga, passato spesso nelle radio e dai giovani deejay. Intanto, riprende a suonare, dopo quasi trent’anni, con Pino Daniele, esibendosi nella tournée Nero a Metà e a livello mondiale, con il supporto di artisti come Mino Cinelu e Marcus Miller.

Il 2015 lo chiude all’insegna di 50 – Trilogy, CD triplo che ne ripercorre il cammino, attraverso una compilation di 56 brani, compresi tre inediti. A febbraio 2018 è ospite dei The Kolors al Festival di Sanremo. Il successivo 29 novembre figura tra le 100 Eccellenze Italiane nel mondo nella quarta edizione dell’evento organizzato in Montecitorio.

Tullio De Piscopo: la vita privata

Tullio De Piscopo è sposato con Dina, dalla quale ha avuto due figlie, Giusy e Michela. Come da egli raccontato in varie ospitate tivù, ha dei nipotini che adora. Vive a Milano, ha un profilo su Instagram e non è dato conoscerne il patrimonio.

5 curiosità su Tullio De Piscopo

– Il fratello maggiore, Romeo, è morto nel 1957, a soli 20 anni: faceva parte, a sua volta, di complessi musicali.

– È pure autore di colonne sonore, tra cui 32 dicembre di Luciano De Crescenzo, Naso di cane e Razza selvaggia di Pasquale Squitieri, Mi manca Picone di Nanni Loy.

– In Radio Africa, brano inciso con Mory Kanté, compare un campionamento di una nota frase di Totò: “Ammesso e non concesso”.

– Ha scritto un’autobiografia, Tempo! La mia vita, dove racconta le vicende occorse dopo il tumore al fegato, diagnosticatogli nel 2012. Andò in Svizzera per prepararsi a morire con l’eutanasia. Non voleva cure. La fede, i nipotini, la musica e una visita in ospedale di Pino Daniele lo salvarono.

– Suonò con Giorgio Gaber per la registrazione del Signor G.

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ultimo aggiornamento: 27-09-2021


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