10 chicche su Roberto Bolle: dal peso della solitudine, alla fatica di dire ti voglio bene

Roberto Bolle è il ballerino italiano più famoso nel mondo: da Casale Monferrato, a Che tempo che fa come ospite di Fabio Fazio…

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Tutti conoscono il nome di Roberto Bolle, in Italia e all’estero: vediamo tutte le curiosità sullo straordinario artista piemontese.

Roberto Bolle and Friends lo ha portato in giro per l’Italia

1. È nato il 26 marzo del 1975 a Casale Monferrato in provincia di Alessandria. Il luogo del suo cuore è la chiesa di San Michele in Insula, la più antica di Trino, nel vercellese.

2. La sua carriera inizia molto presto: Roberto Bolle all’età di dodici anni entra alla scuola di ballo dell’Accademia Teatro alla Scala. Rudolf Nureyev lo nota e lo sceglie per il ruolo di Tadzio nell’opera Morte a Venezia.

«Non mi pesavano i corsi, le lunghe ore di lezione. Mi pesava quello che veniva dopo: aspettare da solo la mensa serale, rientrare da solo a casa della vecchia signora dove abitavo, chiudermi da solo nella mia stanza a fare i compiti. Ero poco più che un bambino, mi mancavano i miei genitori, i miei fratelli. Piangevo», ha dichiarato a Vanity Fair.

3. All’estero ha danzato con il Royal Ballet di Londra, il Balletto nazionale canadese, il Balletto di Stoccarda, lo Staatsoper di Berlino, il Teatro dell’opera di Vienna, il Teatro dell’opera di Monaco di Baviera, il Wiesbaden Festival, il Tokyo Ballet.

Inoltre ha lavorato con grandi ballerine contemporanee come Carla Fracci, Alessandra Ferri, Ambra Vallo, Eleonora Abbagnato.

Roberto Bolle come contattare il ballerino sui social

Roberto Bolle: premi e riconoscimenti

4. Nel 1999 ha ricevuto il premio Gino Tani per il suo contributo alla diffusione dei valori della danza e del movimento. Nel 2000 riceve il premio letterario Galileo e inaugura la stagione del Covent Garden con Il lago dei cigni, danza al teatro Bolshoi di Mosca alla presenza del presidente Vladimir Putin. Nel 2002 danza a Buckingham Palace per la regina d’Inghilterra Elisabetta II.

5. Il 2 giugno 2012 è stato riconosciuto Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana, su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

6. Dal 2007 collabora con il FAI: in collaborazione hanno realizzato spettacoli al Colosseo di Roma e nella Valle dei Templi di Agrigento, nello spazio antistante il tempio della Concordia, presso il giardino di Boboli a Firenze, il teatro antico di Taormina, il castello di Fénis (Val d’Aosta), piazza della Pilotta a Parma, piazza San Marco a Venezia, il Gran teatro all’aperto di Torre del Lago Puccini, e le terme di Caracalla a Roma.

La carriera di Roberto Bolle

7. Nel 2016 approda anche in tv: è il protagonista su Rai 1 del suo spettacolo televisivo Roberto Bolle – La mia danza libera, presentato da Luisa Ranieri e Francesco Pannofino.

Vita privata

8. Roberto Bolle nel 2009 smentisce un presunto coming out a Vanity Fair, rifiutando l’equazione “Ballerino = Gay“. Nell’autunno del 2015, è stato paparazzato dal settimanale Chi, in un presunto bacio con il chirurgo Antonio Spagnolo. Fu proprio quest’ultimo a confermare la relazione, terminata l’anno successivo.

Silenzio, invece da parte di Roberto: «Fuori dal palcoscenico, quando il teatro si svuota, inizia un’altra parte della mia vita, che non desidero mettere in mostra. È uno spazio esiguo ma vitale, perché è la sorgente da cui attingo energie preziose, indispensabili. All’artista e all’uomo», ha detto.

Chi è Roberto Bolle

9. La danza è tutto per lui e lo ha aiutato a superare la sua timidezza: «La danza mi ha migliorato anche come persona.

Ho sempre ballato meglio in scena che durante le prove perché il contatto con il pubblico e la “corazza” del personaggio mi permettono di lasciarmi andare, di vivere e comunicare emozioni, di non essere trattenuto e timido come per natura sono. È stato terapeutico, mi ha dato la possibilità di esprimere cose che ancora fatico a tirare fuori, ed è un lavoro in corso.

10. Con i sentimenti ha un rapporto particolare: «In famiglia siamo abituati a un certo riserbo nel comunicare i sentimenti. Fatico a dire ai miei “ti voglio bene”, so che lo sanno ma dirlo è importante. Voglio imparare a dirlo di più».