Le pasticcerie Vegan a Milano

Essere Veg senza rinunciare al dolce si può!

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Le pasticcerie Vegan a Milano non sono moltissime, ma una volta individuate faranno la felicità di chi ha fatto dell’alimentazione una scelta di vita.

I Dolci Namura: un’istituzione

Questa pasticceria milanese in Via Castelvetro 16 è davvero un faro nel panorama bio e veg della città. I pasticcieri che lavorano in questo negozio dall’atmosfera accogliente e classica riescono a declinare in chiave vegana i dolci più famosi della tradizione italiana ed europea senza che perdano nulla del sapore che li ha resi celebri. Le materie prime utilizzate per le varie preparazioni non comprendono mai zuccheri e farine raffinate e si concentrano per lo più su prodotti biologici. Mousse, meringate, paste alla crema, torte tradizionali e personalizzate sono il fiore all’occhiello di Dolci Namura, che a colazione serve anche cappuccino fatto con latte di soia, cornetti e brioches lievitate con lievito madre e senza burro né uova. Per la merenda pasticcini e dolcetti già confezionati aspettano soltanto di essere portati a casa!

Le pasticcerie vegan a Milano: Alhambra Cafè

Non si tratta di una vera e propria pasticceria, ma in via Tadino 17, all’Alhambra Cafè si possono acquistare ottimi dolci vegani da consumare con caffè e cappuccino oppure per concludere un pasto veloce.
Non sono molti i ristoranti che offrono una buona scelta di dolci, soprattutto quando si tratta di ristoranti così specializzati, tuttavia l’Alhambra si è conquistato con il tempo una clientela affezionata, che ha celebrato il locale su Tripadvisor con ottime recensioni.
Le torte dell’Alhambra Cafè presentano quasi sempre uno spesso strato di crema appoggiato su una base di biscotto o di basso pan di spagna. Le creme più apprezzate sono, oltre naturalmente a quella al cioccolato, quella alle noci, all’arancia e all’albicocca. Non mancano golosità che strizzano un occhio ai prodotti internazionali, come la torta all’oreo, e quelle tipicamente americane come la cheescake.

Fonte immagine di copertina: Facebook