Un piccolo borgo per una grandissima signoria militare

Visitare Zavattarello, in provincia di Pavia alla scoperta dell’anima bellicosa dei suoi signori, capitani di ventura vi condurrà a visitare una delle rocche più imponenti della Lombardia.

Il nome e la storia

Il curioso nome del borgo deriva dall’attività principale a cui nel Medioevo si dedicavano i suoi abitanti: la fabbricazione e la riparazione di “zavatte”, ovvero di ciabatte.
Nel 1264 il pacifico borgo fu assegnato in feudo a Umbertino de’Landi, un nobile piacentino tutto votato all’arte della guerra. Durante il suo signoraggio sulla zona rese il borgo del tutto inespugnabile e divenne il terrore degli insediamenti vicini, che si dedicava a saccheggiare periodicamente.
Nel 1385 il borgo passa in mano al capitano di ventura Jacopo Dal Verme, capostipite della famiglia che da quel momento in poi tenne ininterrottamente Zavattarello.

Visitare Zavattarello e riconoscere la grandezza di Dal Verme

Zavattarello sorge in una meravigliosa vallata lungo la quale gli Appennini Liguri digradano verso il Po: la Val Tidone.
Attualmente il borgo antico, che seppur necessitando di restauro conserva ancora la propria struttura medievale, è sormontato dal Castello Dal Verme, recentemente rimesso a nuovo. La rocca è di dimensioni gigantesche. E’ costruita interamente in pietra e le sue mura hanno uno spessore che arriva a misurare quattro metri. Il castello presenta oltre quaranta stanze, una chiesa interna e domina su tutta la valle circostante. Attualmente ospita anche un museo d’arte contemporanea.
La mola della rocca è bilanciata, dall’altra parte del paese, da quella romanica della chiesa parrocchiale. La facciata che si può ammirare oggi è completamente barocca, frutto di un’aggiunta settecentesca che ha coperto irreversibilmente la facciata originaria.
Alle spalle della chiesa il bel cimitero dalla pianta armonica ed accogliente voluto da Carlo Alberto di Savoia, accoglie le spoglie dei vari esponenti della famiglia Del Verme.
Passando da Zavattarello non si può dimenticare di assaggiare i ravioli di brasato e la polenta con la selvaggina.


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