Grandi glorie di una piccolissima città

Visitare Glorenza: la città più piccola d’Europa imbattendosi nelle sue meridiane mentre si mangiano krapfen alla marmellata.

La storia

Il borgo aveva una certa rilevanza commerciale nei traffici commerciali che attraversavano Austria, Lombardia e Svizzera. Il mercato di Glorenza ricevette il sostegno dei duchi che governavano il territorio e si trasformò nel giro di due secoli: un piccolissimo agglomerato di case divenne un borgo fortificato in grado di vantare moltissime relazioni commerciali. Intorno al Trecento, Glorenza ricevette il riconoscimento di città e si assicurò il monopolio del commercio del sale proveniente dalla Hall, una città tirolese tra le maggiori produttrici di sale del tempo.
La rilevanza non soltanto commerciale di cui Gorenza godeva al tempo è testimoniata dal fatto che l’Imperatore Massimiliano I e il Duca di Milano Ludovico il Moro si incontrarono a Gorenza nel 1496. Secondo la tradizione al seguito del Duca di Milano c’era anche Leonardo da Vinci.
Da parte sua l’Imperatore Massimiliano I fu talmente affezionato alla città che volle fermamente ricostruirla dopo che fu distrutta dalle truppe elvetiche. Il centro abitato che vediamo oggi risale a quella ricostruzione, ultimata nella seconda metà del Cinquecento.

Visitare Glorenza, la più piccola città d’Europa

Glorenza conta poco meno di 900 abitanti, ma soltanto 400 vivono all’interno del borgo medievale. Per questo e grazie alle sue mura perfettamente conservate, Glorenza guadagna due primati: è la città più piccola d’Europa ed è l’unico borgo fortificato ancora perfettamente intatto dell’intero Alto Adige.
Da vedere a Glorenza sono soprattutto le belle dimore di ricche famiglie mercantili, alcune delle quali mantengono ancora segni dell’antico sfarzo. Casa Frolich ad esempio presenta sulla facciata una bella meridiana decorata con gli stemmi del capofamiglia e delle sue due mogli. Sulla facciata posteriore invece si può ammirare quello che resta di un dipinto parietale che rappresentava i sette peccati capitali. Sopravvivono soltanto la superbia e l’avarizia, forse i peccati più radicati in una cittadina di mercanti.
La Torre Flurin si trova al principio della via dei portici, sotto i quali si svolgevano i mercati. La torre fu sede del tribunale, tra l’Ottocento e il Novecento accolse invece le carceri.
I piatti tipici di Glorenza appartengono per la maggior parte alla cucina tirolese. Da provare assolutamente sono i tipici secondi a base di carne di maiale e d’agnello con contorno di patate. I dolci sono soprattutto i krapfen ripieni di marmellata e il famosissimo strudel.


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