Tra la Città Alta e la Città bassa attraverso la storia

Visitare Chiusa in provincia di Bolzano, città degli Artisti nel Diciannovesimo secolo scoprendo la sue due vocazioni: quella commerciale e quella turistica.

Il nome e la storia

Il nome deriva dalla particolare conformazione del terreno su cui sorge il borgo. E’ uno stretto lembo di terra tra una rupe, un fiume e un torrente.
Questo borgo acquistò una notevolissima rilevanza grazie ai traffici commerciali che la attraversavano, mettendo in comunicazione intorno all’anno Mille il mondo latino con quello germanico.
Trainata dal suo successo commerciale, la società di Chiusa tra il Trecento e il Cinquecento si espande e si articola. Nascono in questi secoli le corporazioni di commercianti che arricchiscono con splendide decorazioni i palazzi che elessero a propria sede.
Negli ultimi secoli del millennio Chiusa visse un nuovo periodo di prosperità grazie alla costruzione della Ferrovia del Brennero che permise a Chiusa di costruirsi una nuova vocazione: il turismo. Qui soggiornarono moltissimi artisti, tanto da conferire alla città il nomignolo di “Città degli Artisti”.

Visitare Chiusa

La città è divisa in due agglomerati: la Città Alta e la Città Bassa. Si passa dall’una all’altra scendendo un’unica lunga strada. Nella città alta sono da visitare la chiesa degli Apostoli, risalente alla seconda metà del Quattrocento e costruita in stile gotico e la Dogana Vescovile, antico edificio sulla cui facciata spiccano ben dieci dipinti araldici di vescovi di Bressanone che qui ebbero la propria sede.
L’ex Albergo Agnello è un antichissimo posto di ristoro dove trovarono accoglienza e compagnia i moltissimi artisti che elessero la cittadina a propria patria adottiva nel corso dei secoli.
Il confine tra la Città Alta e quella Bassa è la pazza con la chiesa parrocchiale dedicata a Sant’Andrea. Nella Città Bassa si concentravano molte delle attività commerciali del paese, le cui pittoresche insegne ancora abbelliscono le facciate delle case. Ogni vicolo di questa parte di Chiusa prende il nome dalle attività artigianali e commerciali che si svolgevano. La sede dell’Ex Albergo Orso Grigio (il più antico in città) è oggi sede della Casa di Risparmio. Nell’Ex Albergo Croce Bianca fu allestita, all’epoca della rinascita artistica di Chiusa una galleria d’arte che sopravvive tutt’ora.
La città Bassa termina in prossimità del torrente Tinne, oltre il quale si apre un parco pubblico che ospita il Museo Civico della città. Qui sono conservati i più celebri dipinti prodotti all’epoca della colonia artistica di Chiusa e oggetti d’arte che la corona spagnola donò a un prete chiusano che sul finire del Seicento fu confessore della Regina di Spagna. Il Museo dedica anche una particolare attenzione alle espressioni artistiche contemporanee di Chiusa, con mostre periodiche.


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