Vaccino antinfluenzale 2016: chi deve farlo?

Già partita la nuova campagna di vaccinazione del Ministero della Sanità

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Vaccino antinfluenzale 2016: chi deve farlo? Come tutti gli anni, le categorie a rischio vanno vaccinate prima delle altre. Si tratta di coloro il cui sistema immunitario, ancora non completamente sviluppato o comunque compromesso dall’età o da altre patologie, potrebbe non essere in grado di resistere all’attacco dei virus influenzali.

A cosa serve il vaccino contro l’influenza?

Ogni anno in concomitanza con l’inizio della stagione fredda viene messo a punto e distribuito un vaccino antinfluenzale ottimizzato per contrastare i ceppi virali più pericolosi in quel particolare anno. Questo comporta che la formulazione dei vaccini antinfluenzali varia di anno in anno: il vaccino antinfluenzale 2016 è trivalente, cioè comprende elementi derivati da tre diversi ceppi di virus. Nella versione tetravalente, raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, vengono inseriti anche elementi di un quarto ceppo.
I vaccini riducono il rischio di contrarre virus influenzali, che vengono trasmessi attraverso muchi e saliva che si diffondono nell’aria attraverso tosse e starnuti. Il virus prospera in ambienti freddi e umidi e la sua trasmissione è più efficace in ambienti affollati.

Vaccino antinfluenzale 2016: chi deve farlo?

E’ appropriato che le cosiddette categorie a rischio siano vaccinate al principio dell’inverno, in maniera da essere protette in vista del periodo di maggior diffusione del virus, ovvero verso la fine di Gennaio.
Il virus influenzale di quest’anno si manifesterà con i sintomi tipici di una classica influenza: spossatezza, febbre, disturbi gastrointestinali, mal di testa.
Si intendono categorie a rischio i bambini (poiché il loro sistema immunitario non è completamente formato, quindi parzialmente incapace di rispondere agli attacchi virali), gli anziani (poiché il loro fisico già debole potrebbe sviluppare una forma grave di influenza dando luogo a complicazioni di varia natura) e infine gli ammalati cronici (ovvero tutti coloro che presentano malattie metaboliche, disturbi a carico del sistema cardiovascolare e respiratorio, diabetici).