Siti Unesco del Veneto: Vicenza e le ville del Palladio

La città di Vicenza, insieme alle ville del Palladio sparse per il Veneto, sono considerate Patrimonio dell’Unesco.

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Gli edifici e le ville di Palladio hanno avuto un’influenza decisiva sullo sviluppo dell’architettura. Il suo lavoro ha ispirato un distinto stile architettonico noto come Palladio, che si diffuse in Inghilterra e in altri paesi europei, e anche in Nord America.

Dove si trovano i siti Unesco del Veneto

La città di Vicenza e 24 ville palladiane del Veneto sono nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dal 1994. Il sito inizialmente comprendeva solo la città di Vicenza, con i suoi 23 edifici attribuiti a Palladio, così come tre ville extra muros. Ventuno ville situate in diverse province furono poi inclusi nell’estensione del sito del 1996.

Vicenza è conosciuta come la città di Palladio. Come tale, Vicenza ha acquisito uno status che è stato da tempo riconosciuto dal punto di vista della storia dell’architettura e dell’arte. Basando le sue opere su uno studio approfondito dell’architettura classica romana, Palladio è diventato l’ispirazione per un movimento senza precedenti nella storia dell’architettura.

Vicenza, luogo di nascita di questo movimento, conserva molti degli edifici originali di Palladio. Sparse nel Veneto, le ville palladiane sono il frutto del genio architettonico di questo maestro del Rinascimento. Le numerose varianti del modello villa sono la prova di sperimentazione tipologica costante del Palladio, effettuata mediante la rielaborazione di modelli di architettura classica.

Lo sviluppo industriale del 21° secolo ha determinato una forte trasformazione delle aree circostanti la città, che interessano le relazioni originali tra città e campagna. Le ville hanno mantenuto la loro integrità e sono ben conservate. Gli edifici palladiani di Vicenza e le Ville Palladiane sono sotto la protezione del Decreto Legislativo 42/2004, Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio: una misura di salvaguardia che garantisce una attività sul sito deve essere autorizzata dalla competente Soprintendenza.

Fonte foto copertina: www.unesco.it