Rosa rossa: cosa significa nel linguaggio dei fiori?

Un simbolo che resiste allo scorrere dei secoli

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Rosa rossa: cosa significa nel linguaggio dei fiori? Se gran parte delle nozioni che riguardano il linguaggio dei fiori sono andate perdute nel corso dei secoli, di certo il mondo non ha dimenticato il significato della rosa rossa che, ai nostri giorni come secoli fa, rappresenta ancora la passione amorosa.

Il linguaggio dei fiori e la sua diffusione

Il linguaggio dei fiori si diffuse in Europa essenzialmente nell’Ottocento e in particolare durante il periodo vittoriano. All’epoca erano estremamente malviste le esternazioni sentimentali e i rapporti amorosi tra persone che non fossero coniugi e, quindi, era complesso riuscire a comunicare i propri sentimenti a persone con le quali non si era ufficialmente legati. A questo scopo nacque e si diffuse velocemente il linguaggio dei fiori, secondo il quale veniva associato ad ogni fiore un significato piuttosto preciso. Una composizione floreale messa al centro di un tavolo imbandito avrebbe comunicato molto più di quanto i commensali avrebbero potuto dire apertamente.
Naturalmente l’articolata conoscenza in merito alla simbologia dei fiori è andata in gran parte perduta, ma alcuni fiori sono rimasti talmente legati a ciò che rappresentavano da essere ancora oggi universalmente riconosciuti come simboli.19

Rosa rossa: cosa significa nel linguaggio dei fiori?

Tutte le rose nel linguaggio dei fiori sono legate alla sfera dei sentimenti d’affetto o d’amore. Più intenso è il colore del fiore più intensi sono i sentimenti che esso veicola.
Da millenni la rosa rossa è il simbolo più chiaro e più riconoscibile di una passione amorosa. Già anticamente infatti si riteneva fosse il fiore preferito da Afrodite, dea greca della bellezza e dell’amore sensuale.
In epoca vittoriana mantenne il suo significato e spesso veniva associata all’orchidea, simbolo di raffinatezza e sensualità.
Un dettaglio da conoscere assolutamente in merito alle rose è che vanno regalate sempre in numero dispari perché, secondo una antichissima superstizione che risale nientemeno che a Pitagora o alla Cabala, i numeri dispari sono carichi di desiderio, volontà di miglioramento e conquista.