Purple Bread in commercio in Italia?

Se siete alla ricerca del nuovo supercibo, il famoso “purple bread” scoprite qui dove è possibile trovarlo…

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Il purple bread è una delle novità più ricercate in cucina. Nato da un’idea di uno scienziato giapponese, il dottor Zhou Weibiao, il pane viola è un alimento innovativo che stando a quanto studiato alla National University di Singapore avrebbe ottimi benefici per la salute dell’uomo. Il pane viola, infatti, è stato denominato da tutti il primo supercibo lievitato al mondo capace di far bene a tutte quelle persone che presentano problemi di diabete, obesità, cardiovascolari e neurologici.

Il composto del pane viola

Il purple bread tradotto in italiano pane viola è un alimento ricco di antocianine, un gruppo di flavonoidi noti in natura per colorare alcuni cibi che quotidianamente troviamo sulle tavole di milioni di italiani. Si tratta delle rape, dei mirtilli, dell’uva fino alla patata viola; cibi che a differenze degli altri in commercio hanno dei grandissimi benefici per il benessere fisico e mentale dell’uomo. Questa tipologia di cibi presentano, infatti, un’alta presenza di questi flavonoidi noti per essere un potentissimo antiossidante e antinfiammatorio. Si tratta di caratteristiche importanti per contrastare malattie cardiovascolari e neurologiche, ma anche per combattere l’obesità.

Purple Bread in commercio in italia?

Sicuramente l’invenzione del dottor Zhou Weibiao è  interessante sia dal punto di vista dell’alimentazione che dal punto di vista della creazione, ma non bisogna dimenticare le differenze tra il classico pane bianco e il nuovo pane viola. C’è da dire che, nonostante tutti gli studi dello scienziato di Singapore, non è ancora accertato con sicurezza che questo nuovo purple bread (pane viola) presenti davvero tutte le caratteristiche sopra citate. Non è sicuro, prima di tutto, che sia un pane in grado di abbassare l’indice glicemico e neppure che sia più digeribile rispetto al pane classico. Al momento il purple bread non è ancora stato commercializzato in Italia perché sono necessari ulteriori studi per valutarne la possibilità di consumo da parte delle persone.