Hikaru Dorodango: cos’è?

La perfezione che nasce dal fango

chiudi

Caricamento Player...

Hikaru Dorodango: cos’è ? In giapponese questo nome indica l’arte di rendere lucido il fango. Una pratica terapeutica, facile solo all’apparenza, che richiede grandi dosi di pazienza, calma e abilità manuale.

Un’arte meditativa

Come molte delle attività tradizionali della cultura giapponese, la pratica dell’hikaru dorodango è finalizzata più al raggiungimento della serenità d’animo e della padronanza di sé che alla vera e propria produzione di oggetti d’arte.
Tutti gli sforzi di chi si applica a raggiungere la perfezione nell’arte di modellare sfere di fango infatti si condenseranno in un oggetto che non sfiderà i secoli né consegnerà il nome dell’artista all’eternità. Le sfere di fango infatti, anche una volta plasmate e compattate con ogni maestria saranno estremamente delicate e andranno maneggiate con ogni cura. Per tenerle assieme infatti non si utilizza alcun collante: è solo una sapiente pressione esercitata sul fango e la graduale sovrapposizione ad esso di strati di terra asciutta a formare le sfere.

Hikaru Dorodango: cos’è  in pratica?

La formazione delle sfere di fango parte innanzitutto dalla scelta della terra, che deve essere il più possibile omogenea (quindi priva di sassi e residui di altro genere) e sottile. Più sottile sarà la terra scelta per creare la sfera, più compatto e resistente sarà il risultato. Sarà utile a questo scopo setacciare accuratamente la terra prima di utilizzarla.
Il fango andrà formato con una piccola quantità d’acqua, perché raggiunga la consistenza della creta: un fango troppo fluido sarà difficile da lavorare. Formata una prima sfera, si andranno a sovrapporre ad essa strati di terra asciutta fino ad assorbire quasi completamente l’umidità che affiorerà in superficie. La sfera andrà avvolta in un sacchetto di plastica e messa in freezer per renderla più compatta possibile, quindi una volta estratta andrà ancora ricoperta con strati di terra asciutta a cui si darà con i polpastrelli una forma il più possibile sferica. Ripetuti questi passaggi almeno tre volte, la sfera potrà essere messa all’aria ad asciugare. Quando sarà completamente priva di umidità potrà essere lucidata con un panno pulito per raggiungere la lucentezza che costituisce l’obiettivo di quest’arte orientale.

Fonte immagine di copertina: Pinterest