Quando fare il test di gravidanza

Hai il dubbio di essere incinta e vuoi scoprire se un bimbo è in arrivo? Ecco dopo quanto fare il test di gravidanza per non comprometterne l’affidabilità.

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Prima o poi, nella vita di ogni donna arriva il momento di fare un test di gravidanza, e sempre, a prescindere dall’esito sperato, è importante tener conto di alcuni elementi per non compromettere l’affidabilità dei risultati.

I test di gravidanza, reperibili in farmacie e supermercati, sono piccoli e facili da usare, non necessitano di prescrizione medica e hanno un costo che si aggira tra i 10 e i 20 euro. Sono il primo modo per eliminare ogni dubbio su una possibile gravidanza, annunciando o meno una futura maternità, attraverso la rilevazione nelle urine del Beta-HCG, il così detto “ormone della gravidanza”.

Oggi sul mercato sono disponibili test che possono garantire un’affidabilità di risultati pari al 99%, grazie all’utilizzo di tecnologie sempre più sofisticate, in grado di isolare con precisione l’ormone Beta-HCG.

Nonostante i progressi però, è bene fare il test di gravidanza seguendo precise modalità e tempistiche, al fine di evitare errori.

Test di gravidanza
Test di gravidanza

Test di gravidanza: quando farlo

Perché il risultato del test sia affidabile, è necessario che l’ormone della gravidanza sia presente in una quantità facilmente rilevabile, per questo è consigliabile fare il test quando al quarto giorno di ritardo rispetto alla mestruazione attesa.

Infatti, sebbene i test di ultima generazione siano in grado di rilevare l’ormone già dopo 12-14 giorni dall’avvenuta fecondazione, ovvero sin dal primo giorno di ritardo, gli esperti consigliano di aspettare qualche giorno in più, per evitare il rischio di incorrere in un falso negativo.

Per avere risultati quanto più affidabili, quindi, è sufficiente seguire pochi e piccoli accorgimenti: per prima cosa, è opportuno fare il test al mattino appena sveglie, quando le urine sono più concentrate, se non è possibile è bene farlo dopo che siano trascorse 4 ore dall’ultima minzione.

Gli ultimi ritrovati nel campo dei test di gravidanza tradizionali hanno ridotto ancora il tempo necessario per rilevare gli ormoni nelle urine, che oggi si possono rintracciare già dal 9° o 10° giorno dalla fecondazione e quindi dall’ipotetico concepimento.

Se la donna che sospetta la gravidanza effettua il test troppo presto, la concentrazione di Beta-HCG nelle urine sarà minima e difficilmente rilevabile dal test, in questo caso il rischio di falso negativo è molto alto.

Test di gravidanza prima del ritardo: è possibile?

Alcuni test di nuova generazione permettono di rilevare concentrazioni minime di beta-HGC, al punto di permettere di segnalare una gravidanza anche prima del ritardo. In questo caso però è bene chiedere un prodotto specifico e soprattutto, in caso negativo, ripetere il test dopo qualche giorno per maggiore sicurezza.

Alcuni test elettronici di ultima generazione, per esempio Clearblue, dichiarano di poter effettuare il test di gravidanza fino a quattro giorni prima del giorno in cui sono previste le mestruazioni.

Quando fare il test di gravidanza è inutile?

Fare il test all’indomani di un rapporto non protetto è inutile: anche se l’ovulo è già stato fecondato, sono necessari alcuni giorni prima che l’organismo produca l’ormone. Per questo è bene fare il test non prima che siano trascorsi 12 giorni dal rapporto.

Inoltre, la scelta del momento migliore per fare il test varia a seconda della regolarità del ciclo mestruale della donna:

– in caso di ciclo regolare, il test può essere fatto assicurando risultati affidabili a partire da 1 o 2 giorni dalla mancata mestruazione

– in caso di ciclo irregolare è bene aspettare almeno 12 giorni.

I casi in cui è consigliabile ripetere il test

A volte può verificarsi un esito negativo, al quale non segue la comparsa della mestruazione, in questi casi, se si sospetta una gravidanza, è bene ripetere il test a distanza di un tempo minimo di 10 giorni, durante i quali, in caso di fecondazione avvenuta, la produzione di Beta-HCG aumenta diventando rilevabile.

Invece, nel caso sia stata assunta la “pillola del giorno dopo” a seguito di un rapporto a rischio, ma non è comparsa la mestruazione, è bene fare il test una volta trascorsi 14 giorni dall’assunzione del contraccettivo d’emergenza.