Le controindicazioni del latte di soia

Potenziali problemi derivati da un consumo massiccio di soia

Le controindicazioni del latte di soia sono legate principalmente al suo abuso. Si consiglia di alternarlo con altri latti vegetali per evitarle.

Perché bere latte di soia?

Il latte di soia è una bevanda a base esclusivamente vegetale che fornisce grossomodo le stesse proteine del latte vaccino risultando molto più digeribile a causa della totale assenza di lattosio. Perfetto quindi per le diete vegane e per l’alimentazione di chi risulta intollerante al lattosio è in grado di abbassare il contenuto di zuccheri presente nel sangue aiutando a tenere sotto controllo la glicemia.

E’ allo stesso tempo efficace contro la presenza nelle arterie del cosiddetto colesterolo cattivo mantenendo inalterate le quantità di colesterolo buono (che risulta in alcuni casi addirittura aumentato). Il latte di soia contiene inoltre lecitina e acidi grassi polinsaturi, necessari per mantenere la buona salute dell’organismo.

Le controindicazioni del latte di soia

A fronte dei numerosi e innegabili benefici del latte di soia, è bene tener presenti anche quali potrebbero essere le controindicazioni ad un suo consumo massiccio.

La soia contiene grandi quantità di nichel, uno dei più potenti allergeni conosciuti. Per questo motivo chi è allergico a questo metallo dovrebbe evitare attentamente il consumo di soia e di ogni suo derivato.

Innanzitutto, il latte di soia è priva di vitamina D e di calcio: entrambi questi nutrienti, spesso assieme alla vitamina B12 vengono aggiunti artificialmente al latte di soia confezionato.

Il latte di soia presenta alti valori di acido fitico che inibisce l’efficace assorbimento di minerali.

Contiene fitoestrogeni che, se assunti in maniera davvero massiccia, possono indurre calo del desiderio sessuale e della produzione di spermatozoi vitali negli uomini e cancro al seno per le donne.

Le sostanze con le quali la soia viene trattata durante la coltivazione e la lavorazione potrebbero dare origine a composti tossici come lisinoalanina o addirittura cancerogeni come le nitrosamine.