Ampi viali, una ruota panoramica, il palazzo del KGB

Cinque cose da fare a Minsk e anche un paio da non fare assolutamente per non incappare in un incidente diplomatico internazionale.

Cinque cose da fare a Minsk, quasi tutte lungo la via principale della città

Passeggiare lungo la Prospekt Nezavisimosti è, più che un consiglio, quasi un obbligo logistico, perché è lungo questo imponente viale che si allineano i luoghi più interessanti della città.
Salutare Lenin e incappare nel KGB: Piazza dell’Indipendenza è una delle piazze principali di Minsk. Ospita varie cose interessanti, tra cui la Chiesa Rossa (per il colore dei mattoni, non per l’orientamento politico bielorusso), la statua di Lenin ancora fieramente al suo posto e l’ex palazzo del KGB. Scattate fotografie a quel che volete, ma non all’improbabile entrata a forma di tempio corinzio del Palazzo dei Servizi Segreti della Bielorussa, giusto per non rischiare di essere graditi ospiti dei suoi occupanti. Stessa raccomandazione per gli altri palazzi governativi che doveste incontrare sul vostro tragitt.
Scaldarsi al fuoco della storia: in Piazza della Vittoria si trova un obelisco a memoria dei militari e dei patrioti sovietici caduti durante tutte le guerre. Alla sua base arde perennemente un fuoco che rende la piazza un luogo estremamente suggestivo.

Musei, giardini botanici e ruote panoramiche

Apprezzare l’ordine sovietico passeggiando nei giardini: Minsk ha diversi giardini pubblici, tutti tenuti con l’ordine e con l’accuratezza che caratterizzano l’aspetto dell’intera città. I più grandi sono i Giardini Botanici, mentre il centralissimo Parco Gorky, attraversato dal fiume che divide l’intera città, ospita anche una ruota panoramica che offre una bella vista sulla città.
Guardare musei senza didascalie comprensibili: è un compromesso a cui si deve giungere necessariamente per visitare uno qualsiasi dei musei bielorussi. Qui infatti l’inglese non è nemmeno lontanamente contemplato per facilitare l’approccio dei turisti alla città, quindi tutti i musei illustrano in cirillico le opere che espongono. Nonostante questo, riescono a essere interessanti il Museo Etnografico e il Museo del Folclore mentre, sicuramente significativo ma di difficilissima fruizione è quello della Grande Guerra Patriottica (cioè la seconda guerra mondiale) che racchiude cimeli e storie dei combattenti bielorussi.


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