Chiara Iezzi e sua sorella Paola hanno interrotto i rapporti

Pochi giorni dopo il ritorno di Chiara Iezzi alla musica, in qualità di concorrente della terza edizione di The Voice, la cantante parla del rapporto complicato con sua sorella, con cui ormai non parla più.

chiudi

Caricamento Player...

Dopo un successo mondiale con il duo Paola e Chiara, Chiara Iezzi riparte da zero, partecipando alla terza edizione di The Voice of Italy.

Leggi anche Chiara Iezzi alle Blind Audition di The Voice.

Inevitabile il clamore attorno alla partecipazione di Chiara Iezzi a The Voice of Italy, nonostante il regolamento del talent sia molto esplicito riguardo alla possibilità di partecipare aperta a qualsisi cantante.

Ad esempio lo scorso anno si era presentata a The Voice Alessandra Drusian dei Jalisse, il gruppo meteora che vinse Sanremo ’97 con Fiumi di Parole, ma non venne scelta da nessuno dei coach; mentre invece Chiara Iezzi ha commosso i giudici e concorrerà nel Team J-Ax.

Ma quello che forse fa discutere maggiormente è la scelta di Chiara Iezzi di ritornare al mondo della musica, dopo varie incursioni nel cinema, senza la sorella Paola, con cui dopo la vittoria del Festival di Sanremo nel 1996 aveva raggiunto un successo mondiale, costellato di hit di successo, due Festival di Sanremo vinti e cinque vittorie al Festivalbar.

Ripartire da zero, con interpretazioni di canzoni scritte da altri autori sembra non spaventare Chiara Iezzi:

“Se a 42 anni ho deciso di rischiare è per scommettere sulla mia felicità fino in fondo, pur con tutte le mie paure. Non mi preoccupo se andrà bene o male. Se vinco sono più contenta, ma non vado lì per quello.”

Il rapporto con la sorella Paola non è però interrotto solo artisticamente: le due sorelle sono ormai lontane da anni e infatti  se Paola non ha commentato la partecipazione della sorella a The Voice, Chiara preferisce subito tagliare il discorso dichiarando a  proposito del presunto matrimonio di Paola:

“Non so se è vero, l’ho saputo dai giornali. Io quando mi sono sposata gli ho scritto: “Paola mi vado a sposare”. Lei non mi ha risposto per due giorni e sono stata malissimo. Poi: “Ti faccio tanti auguri”. Ma io e Paola abbiamo lavorato 17 anni insieme, ci chiamavamo 500 volte al giorno, abbiamo condiviso organi, sangue, testa, pelle e qualsiasi cosa accadesse ad una delle due, non c’era modo che l’altra non lo sapesse. Per noi è adesso liberatorio sapere di essere autonome. Lasciandoci ci siamo volute bene in due.”