A cosa servono i test Invalsi

L’utilità del metodo

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Nonostante le polemiche sulla loro reale efficacia, i test Invalsi costituiscono ogni anno uno strumento di valutazione del sistema scolastico italiano, essendo somministrati ad alunni delle scuole elementari, medie e superiori. A eccezione di quelli di terza media (entrati a far parte dell’esame di Stato), hanno una valenza esclusivamente statistica e non possono influenzare i voti: per questo, alcuni insegnanti – ma anche allievi e genitori – li prendono spesso sottogamba. Eppure il loro obiettivo riguarda da vicino tutti: capire a cosa servono i test Invalsi, quindi, può far vedere le cose dalla giusta prospettiva.

Lo scopo della prova

I test Invalsi mirano fondamentalmente a delineare un quadro statistico del livello di apprendimento sul territorio nazionale, così da confrontarlo con le altre realtà educative dell’Unione Europea. Allo stesso tempo, servono a rintracciare eventuali debolezze nel sistema dell’istruzione e predisporre interventi per porvi rimedio. Proprio per questo motivo le prove sono standardizzate, cioè uguali per tutti gli alunni coinvolti: questo permette di seguire una scala di competenze che non distingue allievo per allievo, ma per gruppi di soggetti dotati delle stesse abilità secondo classe e grado.

A cosa servono i test Invalsi: il questionario dello studente

L’esame somministrato agli studenti di quinta elementare e seconda superiore include anche un questionario da compilare in forma anonima. Raccoglie informazioni sul contesto di apprendimento e sul percorso dell’alunno, in modo da rapportare il livello di competenza con fattori esterni. In questo modo risulta ancora più semplice capire quali scuole hanno bisogno di miglioramenti o di supporti ben precisi, senza minare la privacy dei ragazzi: una questione che sta molto a cuore all’ente Invalsi (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell’Istruzione), che la garantisce anche durante la prova stessa attraverso un codice alfanumerico di riconoscimento per ogni allievo. Solo i professori conoscono la corrispondenza con nome e cognome.