15 Aprile: il Sabato Santo, la discesa negli inferi di Cristo e la sua vittoria sul Diavolo

La simbolica vittoria del Cristo sulle forze del male che insidiano gli uomini

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15 Aprile: il Sabato Santo commemora un momento estremamente importante della storia del Cristo, che solitamente viene lasciata in ombra dalla maggiore importanza del momento della Resurrezione.

La discesa agli Inferi di Cristo

Per quanto siano iconici i due momenti della Crocifissione e della Resurrezione di Gesù, celebrati rispettivamente il Venerdì Santo e la Domenica di Pasqua, non sempre è tributata al Sabato Santo la giusta importanza.

Durante questo giorno l’anima del Cristo attraversò gli Inferi, sconfisse Satana e gli strappò le anime di tutti quei giusti che, essendo vissuti e morti prima della venuta del Cristo non potevano ascendere al cielo. Asceso quindi al cielo, Cristo aprì le porte del Paradiso.

Avendo compiuto quest’ultimo atto, Cristo risorse nella Domenica di Pasqua annunciando la Buona Novella ai suoi discepoli, quindi ascese definitivamente al cielo.

15 Aprile: il Sabato Santo e il tabernacolo vuoto

Il Sabato Santo è il terzo e ultimo giorno del Triduo Pasquale o Triduo Sacro. Questo tempo sacro è quello che precede immediatamente la Pasqua e si apre con la Messa in Cena Domini del Giovedì Santo per concludersi con la Domenica di Pasqua.

Chi ha praticato il digiuno purificatore durante il Venerdì Santo è invitato a continuarlo anche durante il Sabato, ma non è strettamente obbligatorio. Sono esclusi dal digiuno i ragazzi fino ai 14 anni e gli adulti che ne abbiano già compiuti 60.

Durante l’intera giornata non si accendono luci o candele in chiesa non si celebra alcuna messa, né si distribuisce l’eucaristia. Le ostie consacrate non sono riposte e conservate nel tabernacolo, ma in sagrestia o in un altro luogo. Il tabernacolo si presenta completamente aperto e vuoto e gli altari della chiesa sono completamente spogli, privi di paramenti e soprattutto di fiori.