Referendum del 4 Dicembre: cosa si vota?

Una legge per modificare la costituzione e il bicameralismo perfetto

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Referendum del 4 Dicembre: cosa si vota? Una modifica alla costituzione che prende il nome di Legge Boschi. Non si dovrà raggiungere un quorum.

La differenza tra Referendum Abrogativo e Referendum Costituzionale

Un referendum abrogativo prevede la chiamata dei cittadini alle urne al fine di votare l’eliminazione di una legge – tecnicamente abrogazione – dal corpus di leggi in vigore nello Stato Italiano. Quando viene indetto un referendum abrogativo è necessario che ad esprimere il proprio voto sia la maggioranza degli aventi diritto al voto, quindi il 50%+1 degli elettori.
Nel caso di un referendum costituzionale, volto cioè a variare articoli della costituzione, non è necessario il raggiungimento di alcun quorum. La preferenza espressa dalla maggioranza degli aventi diritti che si recheranno a votare verrà considerata valida espressione della volontà dell’intera cittadinanza.

Referendum del 4 Dicembre: cosa si vota?

Il Referendum Costituzionale del 4 Dicembre chiede ai cittadini italiani di modificare la costituzione vigente secondo quanto proposto dalla Legge Boschi, che tocca diversi punti.

Il più rilevante di tutti è certamente la diminuzione del numero dei Senatori, che sarebbe fissato a 100. Il Senato inoltre perderebbe la facoltà votare per attribuire fiducia al governo e di svolgere un’attività legislativa assimilabile a quella della camera. Attualmente infatti Camera e Senato danno luogo in Italia a quello che viene definito un “bicameralismo perfetto”, ovvero un sistema di contrappesi legislativi che rende praticamente identiche le funzioni delle due camere. Se la Legge Boschi dovesse passare, l’attività legislativa sarebbe attribuita esclusivamente alla Camera dei Deputati.
Farebbero parte del Senato 21 senatori scelti tra i sindaci in carica (uno per regione), 74 consiglieri regionali (ogni regione ne eleggerà un numero proporzionale alla propria popolazione), 5 Senatori nominati dal Presidente della Repubblica.
Il Senato avrà ancora il compito di eleggere il Presidente della Repubblica, i facenti parte del Consiglio Superiore della Magistratura e i Giudici della Corte Costituzionale. Il Senato inoltre valuterà l’agire delle pubbliche amministrazioni a ogni livello.
Per l’approvazione di alcune specifiche leggi come quelle costituzionali, quelle in merito al coinvolgimento dell’Italia all’interno di strategie politiche europee, quelle in merito alla stessa elezione del Senato e all’ordinamento legislativo relativo a comuni e città metropolitane, sarà comunque necessaria anche l’approvazione del Senato.

L’elezione del Presidente della Repubblica sarà affidata alle due camere in seduta comune.

Il titolo V della seconda parte della Costituzione tratta degli enti territoriali (comuni, città metropolitane, province e regioni). La legge Boschi propone di sopprimere le Province ed eliminare la concorrenza tra Stato e Regioni elencando con maggiore precisione di quanto sia stato fatto finora le aree di competenza dell’uno e delle altre introducendo una “clausola di supremazia”: qualora lo ritenesse necessario per l’interessa nazionale, lo Stato può intervenire all’interno di ambiti decisionali normalmente affidati alle singole regioni.

Una proposta di legge popolare, ovvero uno dei maggiori strumenti di partecipazione attiva della cittadinanza alla legislazione del Paese con la Legge Boschi dovrà essere sostenuta non più da 50.000 firme, ma da 150.000. A fronte di questa triplicazione, le camere saranno obbligate a prendere in esame il testo di legge, cosa che secondo l’attuale forma della Costituzione non sono tenute a fare.

Infine la Legge Boschi propone l’abolizione del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) adducendo come motivazione gli alti costi del suo mantenimento e fronte della sua scarsa funzionalità. Si tratta di un organo che svolge funzione consultiva in materia di leggi economiche e sul tema del lavoro e che, durante i 60 anni dalla sua nascita non ha mai proposto disegni di legge che siano poi siano stati approvati dalle camere. Non essendo un organo fondamentale dell’ordinamento statale può essere abolito con una modifica costituzionale.

Fonte immagine di copertina: it.wikipedia.org/wiki/Parlamento_della_Repubblica_Italiana