Quando dare un vasetto intero di omogeneizzato

Lo svezzamento è condotto secondo modalità e tempi a discrezione del pediatra: il vasetto intero di omogeneizzato intero è introdotto tra i 7 e gli 8 mesi.

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Lo svezzamento dei bambini ha inizio, generalmente, intorno ai 4-5 mesi con l’introduzione graduale della frutta a parziale sostituzione (poi totale) della merenda con latte.

In linea di massima è dal 6-7° mese di vita che il piccolino è pronto, o va introdotto, a gustare pappe differenti dal solito latte che fino a questo momento costituiva il suo unico alimento.

Naturalmente, il fatto che il latte abbia costituito sino ad ora l’unico e insostituibile alimento del lattante è normalissimo e positivo, gli ha fornito tutti gli elementi nutritivi di cui aveva bisogno, ma dai sei mesi anche il latte da somministrare al bambino cambia e diventa meno nutritivo proprio perché è giunto il momento di introdurre le sostanze nutritive anche attraverso alimenti complementari che vanno a costituire proprio le prime pappe.

Gradualmente dunque si introducono, verso i 6 mesi, pappe a base di brodo, crema di riso, mais e tapioca, condite solo con olio e parmigiano. A questi nuovi alimenti, in modo altrettanto graduale, si aggiungono poi le verdure e le carni (inizialmente liofilizzate).

È verso i 7 mesi che, invece, si introducono gli omogeneizzati di carne che vanno somministrati all’inizio nella misura di metà vasetto per poi passare, nell’arco di settimane, al vasetto intero di omogeneizzato.

Anche l’introduzione del vasetto intero di omogeneizzato deve essere fatta con cautela, una volta verificato che al piccolo quel dato omogeneizzato piace, risulta per lui digeribile e non provoca alcun tipo di problema, allora è il momento di aumentarne la dose, dando il vasetto intero di omogeneizzato che sarà, a quest’età, di carne bianca (pollo, tacchino, coniglio, vitello, agnello) e poi rossa (manzo, maiale).

Un mese più tardi, generalmente, si passa alla somministrazione dell’omogeneizzato di pesce, inizialmente metà vasetto e poi (sempre dopo un certo numero di giorni) intero.

Il pesce potrebbe non piacere immediatamente al piccolo, tuttavia, è uno degli alimenti fondamentali nella dieta dell’uomo (adulto e bambino).

Nonostante questa scansione dei tempi dello svezzamento, va considerato che non tutti i pediatri sono uguali e ognuno può dare indicazioni differenti sui tempi di svezzamento, inizio, somministrazione di nuovi alimenti prevedendo tappe che contemplano pasti diversi ed età dei piccolo diverse. È bene, quindi, sempre fare riferimento al proprio pediatra di fiducia per seguire un corretto svezzamento del proprio figlio, secondo modalità e tempi da lui scanditi, inoltre considerando come attore principale il piccolo: ogni bambino ha necessità, esigenze e tempi propri per cui potrebbe essere normalissimo che mentre un piccolo di quattro mesi gusta la frutta con piacere, un suo coetaneo potrebbe rifiutarla preferendo procedere con il suo alimento preferito, il latte. E la stessa cosa vale per ogni altro alimento introdotto, omogeneizzato compreso!