Perché si chiama Erasmus

Storia del progetto e significato del suo nome

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Il programma Erasmus permette ogni anno a tantissimi studenti europei di viaggiare e scoprire nuove culture. Dà la possibilità di studiare in un Paese straniero, entrando in contatto con persone interessanti e differenti. Ma vi siete mai chieste perché si chiama Erasmus? Da che cosa deriva il nome del progetto a cui tutti gli universitari sognano di partecipare? Scopritelo continuando a leggere questa guida sulla storia dell’Erasmus e del suo famoso nome.

Come è nato il progetto Erasmus

Il programma è stato creato nel 1987 dall’Unione Europea per migliorare la qualità dell’istruzione dei giovani. Il principio di base è che, partecipando, si può trascorrere un periodo di sei mesi o un anno all’estero che sarà poi riconosciuto dall’università di origine. Nel 1995 il progetto ha cambiato nome in Socrates/Erasmus garantendo la mobilità internazionale anche ai docenti. Poi, nel 2006, Socrates si è concluso ed è stato avviato il programma LLP (Lifelong Learning Program). Si tratta di un quadro che comprende tutti i progetti di collaborazione internazionale, anche il Leonardo. Dal 2014 il nome ufficiale è Erasmus+ che si concluderà nel 2020 e includerà anche licei selezionati.

Perché si chiama Erasmus?

Ecco finalmente la risposta alla vostra domanda. Come molti sanno, Erasmus deriva dal nome di Erasmo da Rotterdam, umanista vissuto nel Cinquecento. L’uomo si è in realtà laureato a Torino, a riprova del suo amore per il viaggio e la scoperta. Ma pochi sanno invece che Erasmus è anche un acronimo: sta per European Region Action Scheme for the Mobility of University StudentsSecondo le stime, il programma è riuscito a far spostare all’interno dell’Unione Europea più di 2 milioni di studenti in 22 anni. Inoltre, vi partecipano più di 4000 istituzioni in ben 31 Paesi. L’Italia è ovviamente tra questi ed è seconda solo alla Turchia in termini di candidature presentate.