Parla Soumya la vedova del terrorista a Charlie Hebdo: 
«Mio marito terrorista? Mai saputo»

Soumya, la vedova del terrorista islamico Said Kouachi, il maggiore dei due fratelli che hanno portato a termine la strage di Charlie Hebdo, afferma: «In casa si comportava come una persona normale. 
Musulmano certo, ma mai mi ha parlato di Charlie Hebdo o dell’Isis»

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A parlare oggi è Soumya, la moglie del terrorista islamico di Said Kouachi, il maggiore dei due fratelli della strage di Charlie Hebdo, che descrive il marito: fuori di casa, perfetto jihadista e dentro un marito normale mai interessato allo «scontro di civiltà».

Entrambe i fratelli sono stati uccisi dalle forze speciali francesi in una tipografia. Due ragazzi orfani di origine algerina, ma nati e cresciuti in Francia e come la maggior parete dei loro coetanei, appassionati di calcio e rap.

La moglie Soumya descrive un uomo che, a quanto pare, conosceva molto poco:

“Quel mercoledì Said mi ha dato un bacio dicendomi che sarebbe andato a trovare Cherif a Parigi perché era malato. E’ l’ultima volta che l’avrei visto o sentito, perché aveva lasciato il telefono a casa. Mi sembra di aver vissuto nella menzogna. Avevo una vita normale con un uomo normale, mai aveva dimostrato di avere idee radicali in casa: quando ho saputo, alla tv, della strage non ci potevo credere”.

Se aveva dei dubbi Soumya, li poteva avere sul cognato, Cherif , che aveva imboccato con decisione la strada dell’integralismo (finisce anche in carcere nel 2005, per due anni, per aver progettato attentati sul territorio nazionale).

Said invece era sempre rimasto nell’ombra:

“Era musulmano e rispettava il Ramadan, pregava nella moschea locale, ma non faceva proselitismo. A casa non era nient’altro che una persona normale. Non mi ha mai parlato dei fumetti di Charlie Hebdo, dell’Isis o dell’intenzione di uccidere giornalisti”.

Anche riguarda al viaggio nello Yemen del 2011 dove avrebbe preso i primi contatti con Al Qaeda:

“Ero incinta all’epoca e non mi risulta che Said ci sia andato”.

Ed intanto, il numero 1178 in edicola oggi di Charlie Hebdo sarà stampato in 5 milioni di copie a fronte dell’incredibile richiesta: nelle prime ore di oggi sono state già esaurite tre milioni di copie.

Chi ha prenotato, salta la fila, ritira la copia e torna a casa mentre gli altri restano in attesa.

La rivista, uscita con la copertina di Maometto che piange e dice “Je suis Charlie” e “Tutto è perdonato”, è in vendita a 3 euro.