I parabeni fanno male?

Alcune tra le sostanze più demonizzate degli ultimi anni

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I parabeni fanno male? Secondo quanto affermato dalla UE no, e anche negli USA non sono imposti limiti a queste sostanze. La polemica nacque oltre dieci anni fa e non accenna a spegnersi.

I parabeni fanno male?

A questa domanda fu fornita una risposta preoccupante nel 2004, quando la professoressa Philippa Darbre e la sua equipe pubblicarono uno studio in merito alla relazione causa – effetto tra l’uso prolungato di parabeni e lo sviluppo di cellule cancerose nell’apparato mammario.
Sotto accusa erano messi in particolare i deodoranti, all’interno della cui formulazione i parabeni di origine sintetica svolgono un’importante e funzionale azione disinfettante e antimicotica, aiutando grandemente a prevenire l’insorgenza di cattivi odori.

Era stata dimostrata in precedenza, e tuttora non smentita, l’azione leggermente estrogenica dei parabeni. In pratica i parabeni replicano nell’organismo l’effetto degli estrogeni, ormoni coinvolti nel corretto sviluppo dei caratteri sessuali secondari femminili e nel ciclo mestruale. Gli estrogeni sono presenti, anche se in misura assai minore, anche nei maschi.
Dal momento che i parabeni stimolano l’organismo in maniera simile agli estrogeni, anche se con effetti enormemente più deboli, la professoressa Darbre mise in relazione l’azione dei parabeni con il cancro alle ghiandole mammarie (stimolate dagli ormoni secreti dall’apparato endocrino). Le ghiandole mammarie sarebbero state interessate più di altre dall’azione dei parabeni contenuti nei deodoranti perché questi ultimi vengono utilizzati sotto l’ascella a cui le ghiandole mammarie sono vicinissime.

Gli studi recenti

Attualmente i parabeni non sono considerati pericolosi per la salute degli adulti (almeno la maggior parte di essi) e vengono proibiti nella formulazione dei prodotti per bambini a scopo essenzialmente preventivo.
In Francia fu varata nel 2011 una legge che proibiva l’utilizzo dei parabeni nei prodotti cosmetici ma non fu mai applicata poiché si continuò a far riferimento alla legislazione europea.
Quest’ultima consente l’utilizzo di due soli gruppi di parabeni in qualità di conservanti cosmetici, con diverse limitazioni legate soprattutto alla quantità percentuale di essi all’interno del prodotto preso in esame.