Alla Milano Fashion Week 2021 il cambiamento del sistema moda va oltre le collezioni: per la prima volta cinque talents afroitaliani hanno aperto la settimana della moda.

Non solo unicamente le collezioni che ricorderemo di una Milano Fashion Week 2021 che attraverso il linguaggio della moda parla del nostro presente e delle nostre emozioni, ma sarà anche l’inaugurazione di questa edizione ad essere ricordata e che dovrà essere da modello per tutte quelle che verranno.

Il sistema moda italiano diventa inclusivo, pronto ad accogliere nel migliore dei modi anche la diversità: questa edizione infatti per la prima volta nella storia della moda italiana, si è aperta con le collezioni di cinque stilisti Bipoc (black, indigenous and people of color).

Milano Fashion Week 2021: Do Black Lives Matter in Italian Fashion?

La seconda edizione del progetto The Fab Five – We are Made in Italy ha aperto così la Milano Fashion Week 2021, cinque stilisti di origine afroamericana. Un segno forte e importante per tutto il sistema della moda italiana.

Inoltre la Camera Nazionale della Moda Italiana ha istituito un gruppo di lavoro di professionisti afroitaliani che prende il nome di Wami – We Are Made in Italy, rispondendo così alla domanda Do Black Lives Matter in Italian Fashion?

Un domanda che nel Luglio 2020 era stata posta da Stella Jean, l’unica stilista membro Black della Camera. Un quesito che oggi si è trasformato in una risposta inclusiva, che nonostante il tempo richiesto per essere presa seriamente in considerazione ha dato voce agli stilisti Black che lavorano in Italia.

Settimana della moda 2021: chi sono i cinque talents afroitaliani

I cinque talents afroitaliani che hanno aperto la Milano Fashion Week 2021 con una sfilata virtuale dopo cinque mesi di dialogo sono Gisèle Claudia Ntsama (Camerun – Como), Frida Kiza (Burundi – Fabriano), Mokodu Fall (Senegal – Roma), Karim Daoudi (Marrocco – San Mauro Pascoli) e Joy Meribe (Nigeria – Parma). Cinque stilisti con radici africane ma che vivono e lavorano in Italia.

Ora quindi grazie alla rappresentanza del Wami presso la Camera, fondato da Stella Jeans, Edward Buchanan, Michelle Francine Ngonmo, e il Presidente di Cnmi Carlo Capasa, l’obiettivo è abbattere ogni forma di discriminazione e lavorare per un sistema multiculturale competitivo.


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