Secondo gli esperti, il Long Covid potrebbe essere più pericoloso del Coronavirus: ecco in cosa consiste la sindrome di chi è negativo ma non è mai guarito del tutto.

Il Long Covid è la sindrome di chi è negativo ma non è mai guarito e ha sintomi da mesi. Un problema da non sottovalutare che, secondo gli esperti, potrebbe essere ancora più duro da affrontare nei prossimi mesi rispetto al Coronavirus.

Si tratta di una sindrome ancora tutta da studiare. Secondo i dati e le testimonianze raccolte da uno studio del British National Institute for Health Research si presenterebbe in quattro tipologie tra loro differenti. Tipologie che si riscontrano già in molti casi anche in Italia, dove sono non poche le persone che soffrono anche di una sorta di abbandono da parte delle istituzioni, costrette ad affrontare spese mediche per migliaia di euro nel tentativo di combattere una malattia di cui ancora conosciamo troppo poco.

Sindrome Long Covid: i sintomi

Stando all’istituto di ricerca britannico, nella campana del Long Covid rientrerebbero quattro sindromi tra loro differenti: la sindrome post terapia intensiva; la sindrome post affaticamento virale; quella da danno permanente ad alcuni organi; la sindrome di Covid a lungo termine.

In altre parole, a funestare i pazienti che, secondo il tampone, sarebbero guariti, potrebbero essere lesioni riportate a organi colpiti dal virus, o le consuguenze fisiche dell’aver vissuto per settimane legate a macchine di supporto vitale per combattere la polmonite bilaterale, o ancora disturbi legati allo stress-post traumatico. Il tutto concretizzato in sintomi come dolori diffusi, stanchezza, fiato corto, eruzioni cutanee, perdita di memoria, difficoltà concentrazione, perdita di olfatto e gusto e altro ancora.

Infermiera coronavirus
Infermiera coronavirus

A rendere ancora più preoccupante la sindrome post-Coronavirus è la sua instabilità. Nello studio britannico si legge ad esempio che un paziente potrebbe sperimentare anche due diverse sindromi in contemporanea tra quelle evidenziate. Inoltre, la sintomatologia è fluttuante: può presentarsi forte inizialmente, attenuarsi fino quasi a scomparire per poi ripresentarsi dopo un po’ di tempo.

La conclusione del rapporto è che la Covid-19 “non è una malattia lineare che ha sempre un inizio, una fase acuta di un paio di settimane e una fine“, ma una condizione che si manifesta con un numero di variabili importante e che merita ancora di essere approfondita attraverso nuovi studi e ricerche.

Long Covid: gruppi di supporto e criticità

In questo marasma di sintomi, mille dubbi e troppe complicazioni, quello che sta emergendo negli ultimi mesi è una mancanza di attenzione da parte delle istituzioni verso chi presenta questo genere di problematiche. Per poter avere supporto, alcuni pazienti Long Covid hanno creato un gruppo Facebook, Noi che il Covid lo abbiamo sconfitto, con lo scopo di darsi auto-sostegno, condividere le proprie storie e far sentire la propria voce, per ottenere anche il rimborso delle spese sanitarie.

Perché quella di chi affronta la sindrome post-Covid è una vera e propria odissea, un calvario fisico, psichico ma anche economico. Al momento la sindrome non è riconosciuta come una malattia esistente, e per questo non prevede alcun tipo di rimborso spese. Tra esami specialistici e visite mediche, sono già molti i pazienti che lamentano di aver dovuto affrontare uscite da migliaia di euro, senza ricevere alcun aiuto. Una situazione che contribuisce a far aumentare la sensazione di smarrimento e di abbandono da parte di un sistema sanitario ancora troppo basato sul semplice esito del tampone.

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ultimo aggiornamento: 23-10-2020


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