Le controindicazioni delle nespole

Le nespole presentano numerosi benefici a livello intestinale, per le ossa, i reni e il fegato. Non ci sono particolari controindicazioni; l’accortezza principale si deve avere con i noccioli delle nespole.

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La nespola era un frutto molto apprezzato dai contadini perchè garantiva frutta anche nei periodi più freddi dell’anni, giungendo a maturazione nella brutta stagione. La pianta era già conosciuta in epoca romana e medioevale. Nella farmacopea domestica le nespole erano utilizzate come febbrifugo, astringente, diuretico e regolatore delle funzioni intestinali.

Le nespole sono composte per l’85% da acqua, carboidrati, zuccheri solubili, proteine e lipidi. Sono presenti diversi minerali: sodio, potassio, ferro, calcio e fosforo. Contengono anche vitamine come la B1 (tiamina), B2 (riboflavina), B3 (niacina), vitamina C e vitamina A (retinolo). Le controindicazioni delle nespole sono legate principalmente alle foglie, con cui si possono preparare decotti, e ai noccioli, che contengono sostanze tossiche.

I noccioli delle nespole

Le nespole sono molto salutari sotto diversi punti di vista. I loro semi, sebbene vengano utilizzati per la preparazione di liquori, contengono glucosidi cianogeni, composti che liberano acido cianidrico, una sostanza tossica. Questa sostanza è letale ad alte dosi; a bassi dosaggi può invece causare disturbi come mal di testa e nausea. I noccioli delle nespole non devono essere consumati e devono essere scartati.

Gli effetti collaterali delle foglie

Le foglie delle nespole contengono composti bioattivi. Per questo, bere il tè può provocare effetti collaterali o interazioni con farmaci. In caso di assunzione è quindi meglio ricorrere al parere del medico.