Lapo Elkann si racconta: una vita tra successi e dolori

L’infanzia dorata, il successo del marchio “Italian indipendent” e poi il dolore confessato. Lapo Elkann: “Per dire la verità, per smetterla di nascondere le cose, per affrontare quel che mi è successo ed essere onesto, con me stesso e gli altri”.

Da 36 anni Lapo Elkann è declinato sempre con la stessa nota. Alternativamente raccontato come genio assoluto, l’erede inconcludente, l’eterna promessa, il ragazzo selvaggio perso nell’apparenza, l’esteta annegato negli amori di frontiera, negli errori e nei vizi.

“Oggi sono schiavo solo delle sigarette” dice.

E mentre aggredisce un pacchetto di Marlboro, Lapo Elkann libera i silenzi rimasti chiusi a chiave.

La rivelazione più importante fatta al “Fatto Quotidiano” da Lapo Elkann riguarda gli abusi sessuali subiti in collegio. Il fratello di Yaki era andato in un collegio dei gesuiti a tredici anni, ed in quel luogo ha subito delle molestie, fisiche come sessuali, che hanno pesantemente influenzato la sua vita. La tragedia vissuta da Lapo non è stata isolata nel suo collegio. Anche il suo miglior amico, aveva subito simili abusi, e dopo anni di sofferenza interiore si è tolto la vita un anno e mezzo fa.

“Non ne ho mai parlato prima perché voglio che questa storia serva a qualcuno. Sto pensando ad una fondazione. Voglio aiutare chi ha passato quello che ho passato io”.

Il male interiore ha accompagnato la vita di Elkann negli anni successivi, che confessa di aver dovuto fare un enorme lavoro su se stesso. Sulla sua overdose invece il nipote di Gianni Agnelli preferisce parlare in termini positivi, ringraziando per la seconda opportunità di vivere che ha ricevuto.

“In Italia l’eccentricità non è ben accetta perché non sei incasellabile in una scatola -dice ancora Lapo-. E io di essere messo in una scatola non ho voglia. Credo di averne il diritto. Io non sono solo una persona leggera, un imprenditore, il nipote di Gianni Agnelli o il figlio di Margherita. Sono tantissime altre cose. Ho le mie sfaccettature e i miei difetti, ma forse la mia fortuna è che i miei difetti sono stati resi pubblici costringendomi ad affrontarli. Uno sforzo che mi ha reso più umano. Più libero. Sono a un punto della mia vita in cui ho deciso di essere coerente al cento per cento”.

Nell’ufficio torinese di Lapo, circondato dai coetanei che lavorano alla creazione dei suoi occhiali dal nome sciovinista: “Italia independent”, diffusione planetaria e quotazione borsistica da decine di milioni di euro, brillano lenti di tutti i tipi.

Leggeri, pesanti, per la fauna e l’amazzonia, a tinte arcobaleno per il Gay Pride e neri in stile Batman per il volto di Lady Gaga: “Provateli, sono in Carbonio”.

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ultimo aggiornamento: 02-11-2014

Emanuela Bertolone

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