Come funziona la dieta della longevità?

Basata sul ridotto apporto proteico mira a dimezzare le calorie giornaliere

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Come funziona la dieta della longevità? Si tratta di un regime alimentare da alternare a periodi di digiuno controllato.

Le finalità profonde della dieta della longevità

La riduzione dell’apporto calorico giornaliero, nonché della quantità di proteine e grassi compresi all’interno del proprio regime alimentare non ha come finalità principale quella del dimagrimento.
Il fine ultimo della dieta della longevità, per come è stata studiata e messa a punto dal suo creatore Valter Longo,  è quello di agire sul processo di invecchiamento delle cellule, rallentandolo. L’invecchiamento cellulare è alla base di gran parte della patologie di cui si soffre a partire dalla seconda metà della nostra vita. In particolare l’invecchiamento e la degenerazione delle cellule cerebrali sono alla base di malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer che Valter Longo ha studiato approfonditamente durante il proprio iter accademico.

La degenerazione cellulare è anche il meccanismo alla base dello sviluppo e del progressivo accrescimento di masse tumorali: un periodico digiuno e il controllo della quantità di proteine ingerite giornalmente priva le cellule tumorali dei nutrienti di cui necessitano per continuare a moltiplicarsi e, di conseguenza, frena lo sviluppo del tumore.

Come funziona la dieta della longevità?

La dieta della longevità mira a ridurre l’apporto calorico abituale di un individuo e di limitare l’ingestione di proteine animali e di carboidrati.
Al regime alimentare proposto dalla dieta della longevità, secondo il programma elaborato da Valter Longo è necessario alternare periodicamente (due volte l’anno per 5 o 6 giorni) un regime alimentare davvero limitato, che può arrivare a decurtare l’apporto calorico giornaliero anche del 54%. Conosciuta come dieta mima digiuno, questa pratica alimentare andrebbe seguita soltanto sotto prescrizione e controllo del medico ed è sconsigliata ai soggetti che abbiano compiuto 65 anni.
Il digiuno controllato impone al corpo nuovi ritmi e nuove strategie energetiche che hanno come conseguenza principale il miglioramento della risposta dell’organismo a patologie gravi e, soprattutto, un più veloce rinnovo cellulare in grado di contrastare l’invecchiamento.