Emilio Fede interrogato: fotomontaggio e ricatti hot, l’accusa è quella della diffamazione

Emilio Fede ancora nei guai: la Procura di Milano immagina un tentativo di estorsione ai danni di Mauro Crippa, direttore generale dell’informazione Mediaset con fotomontaggi e ricatti a luci rosse

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Emilio Fede non trova pace: oggi è indagato per associazione per delinquere finalizzata alla diffamazione e tentativo di estorsione.

Fede, accompagnato dal suo avvocato verrà interrogato sulla vicenda dei fotomontaggi a luci rosse che sarebbero serviti per ricattare Mauro Crippa, direttore generale dell’informazione Mediaset, questo perlomeno secondo la Procura di Milano.

EmILio Fede ora dovrà spiegare perché, quando venne licenziato nel marzo 2010 (la prima volta), di fronte al capo del personale tirò fuori dal cassetto alcune foto pornografiche che ritraevano il capo dell’informazione in pose imbarazzanti con un transessuale. Foto che si rivelarono grossolani fotomontaggi eseguiti da una grafica e dalla fidanzata di Gaetano Ferri, all’epoca suo personal trainer e complice.

Emilio Fede venne poi licenziato una seconda volta, ma in questo caso fece causa a Mediaset chiedendo un risarcimento di circa 10 milioni di euro per ingiusto licenziamento.

Secondo Emilio Fede, con la nuova rescissione del contratto infatti, l’ex direttore del Tg4 avrebbe perso non solo lo stipendio da 27 mila euro al mese che percepiva come “consulente editoriale”, ma anche la segretaria, l’uso dell’auto aziendale con autista, il suo personale portavoce e la casa in cui da anni viveva con un affitto pagato proprio dall’azienda che l’aveva licenziato, la Mediaset.

Sia Fede che il suo legale hanno chiarito come sia stato il pm a disporre la convocazione per l’interrogatorio, ma anche che l’ex direttore del Tg4 si è reso disponibile a fornire tutti i chiarimenti utili alle indagini. Fede ha spiegato di aver avuto in mano solo una foto compromettente e di aver cercato di recapitarla al diretto interessato ma,non essendoci riuscito, di averla consegnata «ad un autorevole personaggio del gruppo».