I primi rumors sui look sanremesi arrivano proprio da Drusilla Foer, che sceglie di premiare l’artigianalità sartoriale italiana di piccole realtà.

Il suo carisma, la sua irriverenza ed eleganza d’altri tempi iniziano a farsi sentire prima ancora di salire sul palco dell’Ariston, e forse lo si poteva immaginare. Drusilla Foer infatti scardina anche le regole dei look sanremesi universalmente condivise, sposando solo le sue: l’artista ha scelto abiti elegantissimi ma di manifattura meno altisonante. E anche in questa scelta c’è un messaggio chiaro e sensibile all’attualità.

Drusilla Foer a Sanremo 2022: per il palco dell’Ariston sono abiti di manifattura sartoriale

Sappiamo bene che Sanremo non è solo musica e spettacolo, ma anche fashion: dai conduttori agli ospiti, la sfilata degli abiti firmata da grandi nomi dell’alta moda italiana è uno dei fiori all’occhiello della scaletta che va in scena ogni anno sul palco dell’Ariston. Forte è la curiosità, dato il suo statuto di icona fashion, su chi vestirà a Sanremo Drusilla Foer, senz’altro la co-conduttrice più attesa.

Personaggio controcorrente, nobildonna borghese, Drusilla siamo certe che si muoverà sul palco dell’Ariston con la sua irriverente e spettacolare disinvoltura così come l’abbiamo vista intrattenere interviste e mettere a tacere chi esprime pareri inappropriati e di cattivo gusto. L’abito per lei è un’ulteriore espressione della sua personalità, e quindi un elemento fondamentale del suo savoir faire e in un’ occasione così speciale il look fa tanto. Drusilla lo sa bene e così ha scelto di puntare sugli abiti sartoriali alla base del suo guardaroba, dicendo no alle grandi firme.

All’Ariston look sartoriali per celebrare il Made in Italy sartoriale dei piccoli atelier

Tanti sono gli stilisti, le maison, le firme d’alta moda che si sono proposte all’attenzione di Drusilla Foer, ma l’artista non ha avuto alcun dubbio nel dire che il suo desiderio è quello di indossare abiti sartoriali, non solo da sempre espressione del suo look, ma anche portino all’attenzione anche la manifattura artigianale dei piccoli atelier.

Mi farò un paio di vestitini un po’ così e per il resto indosserò quello che ho già. Con molto dispiacere ho detto di no ad alcuni brand che ammiro e che mi hanno cercata, ma penso che dobbiamo far passare il segnale che l’economia italiana deve ripartire dal basso, dalle sartorie, dagli atelier piccoli. Dalla mia sarta di Firenze mi sono fatta fare due vestiti, oltre a tre che già ho e che forse sono stati già visti. È giusto che la gente veda che le persone si rimettono le cose, ha spiegato la Foer.

Drusilla regala quindi anche una lezione di riciclo abiti, riagganciandosi così a quella rivoluzione green nel fashion che deve partire anche da noi. Tra i nomi degli atelier che la vestiranno, quello di Daniele Ancarani per le scarpe, designer bolognese che l’ha voluta testimonial delle sue collezioni e l’Atelier Rina Milano, atelier fiorentino storico, riservato e indipendente, per gli abiti.

E tra gli abiti già indossati, non ci dispiacerebbe rivederle indosso una delle tute o dress luccicanti…che il time to shine del fashion, mai come sul palco dell’Ariston incanta da sempre.

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Ultimo aggiornamento: 20-01-2022


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