Le donne a fatica emergono nella Sylicon Valley

5 errori da evitare in palestra

Ancora un tabù per le donne della Sylicon Valley che, nonostante le indiscusse capacità, continua a premiare il sesso maschile.

I computer e le donne, nel mercato del lavoro americano, hanno vissuto per un certo tempo, una sorta di “love story”: le “menti elettroniche” sono apparse per lungo tempo, le partner di lavoro ideali per le donne, meticolose e già “addestrate” ad un lavoro dietro le quinte.

Le cose, però, negli anni sono cambiate e, a confermarlo, basterebbe un unico dato: nel 1985 le donne che frequentavano scuole scientifiche rappresentavano il 37% della popolazione, oggi solo il 17%. E non importa se l’U.S. Bureau of Labor Statistics prevede che nel 2020 ci saranno 1 milione e 400mila lavori per esperti di informatica sul mercato e solo 400mia professionisti del settore disponibili: le donne continuano, categoricamente, a guardare altrove.

Un “esodo” le cui ragioni vengono affrontate nel documentario realizzato da Robin Hauser Reynolds che ha incontrato (e fatto parlare) storiche, psicologhe, persone che lavorano nel campo dell’informatica per le realtà più importanti della Sylicon Valley, per cercare di comprendere come sia possibile invertire una tendenza che non fa bene al mercato ma, soprattutto, non fa bene in un’ottica di pari opportunità per le donne in campo lavorativo.

Uno dei motivi che incide maggiormente nell’allontanamento delle donne da questo settore è, manco a dirlo, il pregiudizio: scienziati, studiosi di matematica o di informatica sono sempre visti con rispetto e ammirazione se uomini; con grande negatività invece se donne. Lo studio di materie come la matematica e affini, infatti, viene considerato, generalmente, una forma di impoverimento e abbruttimento per le donne viste sempre più inclini allo studio di materie “creative” e filosofiche.

Il documentario, poi, elenca anche un’altra serie di fattori fra cui l’ambiente di lavoro che viene visto come troppo “freddo” e poco accogliente per una donna e anche la naturale reticenza delle donne a sentirsi “adeguate” per professioni che altamente specializzate. Un uomo, infatti, risponde piu’ facilmente ad un annuncio di lavoro “tech” anche se non si sente qualificato al 100%; la donna no, sicura di dover essere sempre al top per poter competere.

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ultimo aggiornamento: 21-10-2014

Emanuela Bertolone

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