Come funziona una vertical farm

L’agricoltura del futuro è qui

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La popolazione mondiale è in continuo aumento, e una grande percentuale soffre ancora la fame. Per risolvere un problema che andrà solo peggiorando, gli agronomi più brillanti del mondo hanno una soluzione. Si chiama vertical farming o skyfarming, e consiste nel coltivare in verticale dentro grattacieli, magazzini o container. I cosiddetti farmscraper sarebbero quindi ambienti agricoli nel bel mezzo della città. Un cambiamento non solo a livello produttivo, ma anche sociale, che darebbe vita al moderno concetto di agricoltura urbana. Ma come funziona una vertical farm?

Le risorse utilizzate

L’edificio scelto può essere di qualunque tipo, ma deve avere una buona esposizione alla luce solare. Non essendo questa sufficiente, si può ricorrere ai led, alimentati riconvertendo gli scarti vegetali. Un’altra soluzione sono le pale eoliche, o i pannelli fotovoltaici. Il metodo di coltivazione è detto idroponico, e consiste nel far assorbire alle piante acqua sporca da depurare. L’acqua da irrigazione, in questo modo, diventa risorsa idrica per l’uomo. Tutto questo permetterebbe a una città di diventare autosufficiente, un centro produttivo e già dotato di energia propria.

Come funziona una vertical farm: i vantaggi

Il primo lato positivo di una vertical farm è che si tratta di un ambiente chiuso e controllato. L’aria può essere filtrata e purificata, tenendo fuori lo smog della città con appositi depuratori. Inoltre, sarebbe possibile evitare l’uso di pesticidi ed erbicidi ottenendo un prodotto biologico al 100%. Interi edifici potrebbero provvedere da soli al nutrimento dei propri residenti: è il concetto della produzione a kilometro zero. In Inghilterra, per esempio, lo Zoo di Paignton ha una vertical farm che consente di produrre il cibo da dare agli animali. La spesa del parco risulta minore, e anche le emissioni di CO2 dovute allo spostamento di merci con i camion. Qualcosa su cui riflettere, e a fondo.