Un sabato italiano è il brano per cui viene più ricordato, ma Sergio Caputo è molto, molto altro! Andiamo a conoscerlo meglio.

Sonorità swing abbinate a testi brillanti ed eccellenti sul piano lessicale. Così Sergio Caputo ha raggiunto il successo e sempre così lo conserva tuttora, un cantautore e chitarrista per fini intenditori. Durante una pluridecennale carriera ha sfornato vari capolavori, con i quali si è conquistato, di pieno diritto, un posto nel pantheon dei più grandi musicisti della sua epoca.

Tante cose sono note a proposito di lui, ma forse certe informazioni, certe chicche, al momento, ti sfuggono. Cerchiamo, dunque, di studiarlo in maniera più approfondita, sia a livello artistico sia nella sfera privata.

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Sergio Caputo: la biografia

Sergio Caputo nasce il 31 agosto 1954, sotto il segno dello Scorpione, a Roma. Nella Capitale cresce e, tredicenne, impara a suona la chitarra. Tre anni dopo, con alcuni amici, costituisce un gruppo, di cui è cantante e chitarrista, un ottimo modo per suonare nei piccoli festival organizzati dalle scuole.

Tale breve esperienza termina per gli impegni di studio dei vari componenti. Una volta conseguita la maturità al Liceo Classico, frequenta la facoltà di architettura, quella che può essere considerata una fase transitoria. Difatti, la abbandoneràper dedicarsi alle attività figurative.

Vede nella musica un semplice hobby, una passione, e a lungo manterrà la stessa opinione in merito. Talvolta tiene alcune performance al Folk Studio, storico locale capitolino, florido bacino di valenti autori. Proprio qui conosce Ernesto Bassignano, cantautore e futuro giornalista e professionista della radio.

Il fortuito incontro gli permette di avvicinarsi a Vincenzo Micocci, abilissimo talent scout (tra le sue scoperte Mario Castelnuovo e Rino Gaetano), e titolare di un’etichetta indipendente, la IT. Che pubblica nel 1978 il primo 45 giri di Sergio Caputo, intitolato Libertà dove sei/Giorni di festa

Sergio Caputo
Fonte foto: https://www.instagram.com/caputaglia/

Trasferitosi a Milano, intraprende la carriera di art director in pubblicità e, nel frattempo, realizza un omonimo EP (con quattro brani incisi su un unico lato) per la Dischi Ricordi. Il riscontro commerciale è pressoché nullo, tuttavia l’opera ha il merito di contenere Mentre il sole se ne andava via, che fa da anteprima alle atmosfere notturne che lo contraddistingueranno.

La fama, in fondo, giunge poco più tardi, nel 1983, con l’album Un sabato italiano per la CGD. La fatica discografica mette in risalto lo stile pop-jazz e i testi ironici ma velati di malinconia e inquietudine. Laddove all’estero numerosi artisti e complessi avevano già dato adito alla corrente anti-conservativa, detta dei pentiti del rock, Caputo indica una via inedita ai colleghi italiani.

Nel 1984 esce il suo disco Italiani mambo, che sostanzialmente batte il precedente, avvalendosi della partnership del batterista jazz Roberto Gatto e del clarinettista-sassofonista statunitense Tony Scott. Con la title-track partecipa al Festivalbar. Intanto, collabora con Adriano Celentano, che gli commissiona un testo italiano su una canzone di una band olandese, Suzanne dei VOF De Kunst/The Art Company, il cui titolo resta immutato. Nasce quindi Susanna, pezzo dove si narra le vicende di una donna avventuriera, abile a sedurre e poi abbandonare.

Date le molte richieste per i concerti di Sergio Caputo, nasce l’esigenza di avere un gruppo pronto ad accompagnarlo in Italia. Personalmente si reca ad ascoltarne parecchi e a Siena adocchia una formazione, interamente composta da insegnanti di musica delle scuole medie ed elementari. Al suo interno figurano due elementi, Giulio Visibelli (sax) e Roberto Nannetti (chitarra), che diventeranno dei stimati collaboratori. Nello stesso periodo Caputo compone una serie di canzoni, inserite in No Smoking, che oltretutto annovera la famosa L’astronave che arriva.

La promozione di No Smoking conduce ad un ulteriore tour e all’idea di incidere il live in Ne approfitto per fare un po’ di musica. Legato al nuovo progetto è il debutto al Festival di Sanremo, nel 1987, con il brano Il Garibaldi innamorato. Assistito da Sergio Conforti, realizza Non bevo più tequila e Lontano che vai segna la chiusura del rapporto con la casa CGD.

Sul palco del Teatro Ariston rifà capolino con Rifarsi una vita. Seguono i dischi Sogno erotico sbagliato (1990), Egomusicocefalo (1993), la proposta più tendenzialmente rock, I Love Jazz (1996) e Serenadas (1998). Quest’ultimo, una raccolta del passato, è impreziosito da tre inediti, incluso Flamingo: presentato al Festival di Sanremo, il componimento racconta l’emarginazione.

Archiviato il tour del 1998 si trasferisce in California e si dedica full time al jazz, apparendo di frequente in un quintetto. Nel 2003 manda in stampa lo strumentale That Kind of Thing, in cui esordisce in qualità di chitarrista jazz. Il disco è inserito fra i 50 più ascoltati del suo genere in radio nelle graduatorie americane R&R e conquista l’award del portale specializzato Smooth Jazz.com. Nel 2006 arriva l’album, in versione acustica, A tu per tu.

Inaugurata l’etichetta Alcatraz Moon con il singolo On a Lonely Night, il live La notte è un pazzo con le mèches, una sorta di “bootleg d’autore”, riscontra elevato gradimento, anche fra i giovanissimi, che hanno l’opportunità di scoprirne l’essenza. Con un remake, in natura più jazzistica, Un sabato italiano 30 celebra i trent’anni dall’uscita dall’opera che lo ha consacrato.

A seguito di Pop, Jazz and Love, quasi interamente in inglese, suggella il sodalizio stretto nel 2017 insieme a Francesco Baccini con il disco di inediti Chewing Gum Blues. A coronamento di un’intesa attività live, registra l’album unplugged Oggetti smarriti (2018), mentre Sergio Caputo en France ripropone parecchi successi in lingua francese. Il 29 luglio 2020 torna a pubblicare un singolo autoprodotto, intitolato Ma che lurida estate.

Sergio Caputo: la vita privata

Sergio Caputo è unito in matrimonio a Cristina, che lo ha reso padre di Lucrezia e Victor. Dopo tanti anni in America, oggi vive in Francia. Ha un profilo su Instagram e non è dato sapere quanto abbia guadagnato in carriera.

6 curiosità su Sergio Caputo

– Andrea Carpi, uno degli arrangiatori di Libertà dove sei, virtuoso chitarrista di blues acustico, gli ha insegnato la tecnica del finger picking, per suonare lo strumento con le dita pizzicando i bassi con il pollice e le altre corde con indice e medio.

– La traccia di apertura di Un sabato italiano è inizialmente denominata Citrosodina, salvo poi tramutarsi in Bimba se sapessi a seguito della richiesta avanzata dall’industria farmaceutica produttrice del digestivo. Oggi le prime copie sono rarissime e particolarmente ambite dai collezionisti, con quotazioni che raggiungono diverse centinaia di euro.

Un sabato italiano occupa la posizione numero 37 della top 100 dei migliori dischi italiani secondo Rolling Stones.

– Legato alla canzone romana, la sua preferita è Roma nun fa’ la stupida stasera.

– Ha scritto tre libri: Disperatamente (e in ritardo cane) (2008), Un sabato italiano. Memories (2013), La guerra è finita (2016).

– I suoi testi vengono studiati sia in università italiane che straniere, come esempio di poesia contemporanea italiana.

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ultimo aggiornamento: 24-09-2021


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