Il geniale, instancabile genio del fumetto italiano degli anni 70

Chi è Andrea Pazienza, o meglio chi è stato? Un precoce, inquieto artista del suo tempo che ha saputo lasciare un segno indelebile nella cultura contemporanea italiana.

Biografia

Nato nel 1956 ad Ascoli Piceno, Andrea Pazienza assorbe dai genitori – entrambi insegnanti – la passione per l’arte e per la sua realizzazione tecnica. Disegnare è un’urgenza che sente fin da giovanissimo, tanto che il suo primo disegno degno di questo nome (un orso) vede la luce quando Andrea aveva solo un anno e mezzo.
Ad un’età impensabile per la società odierna Andrea lascia la città natale per andare a studiare a Piacenza: ha solo 12 anni quando sperimenta la vita indipendente e le prime avventure artistiche. Nel 1974 si iscrive al DAMS di Bologna, ma non porta a termine un percorso di studi che non gli serve davvero, dato che possiede già i mezzi e i contatti per avviare una carriera che si rivelerà eclettica e molto prolifica.
Gli anni della contestazione giovanile bolognese, che ha il proprio cuore nel movimento studentesco Movimento del ’77 gli forniscono il materiale, le suggestioni e i personaggi necessari alla stesura del suo primo lavoro da fumettista: “Le straordinarie avventure di Penthotal”, pubblicato sulla rivista Alter Alter proprio nel 1977.
Nel 1980 fonda la rivista mensile “Frigidaire” su cui viene presentato al pubblico per la prima volta Massimo Zanardi, irriverente nemesi e allo stesso tempo alter ego dell’autore.
In seguito Pazienza insegnerà presso la Libera Università di Alcatraz fondata da Dario Fo e coordinata dal figlio Jacopo. Riverserà le impressioni derivate da questa esperienza nella graphic novel “Pompeo”.
Gli anni Ottanta vedono il suo impegno in ambiti differenti da quello del fumetto: per Federico Fellini firma il manifesto cinematografico per il film “La Città delle Donne” e per Roberto Vecchioni realizza una serie di copertine dei suoi lavori discografici.
Viene apprezzato anche come pittore a seguito di alcune mostre tenutesi a Bologna e Roma. Celebre è il gigantesco “Zanardi equestre” che dipinge a Cesena.

Chi è Andrea Pazienza nella cultura contemporanea?

Negli anni Ottanta Pazienza si avvicina al consumo di droghe pesanti come la gran parte della sua generazione. Apparentemente la tossicodipendenzza non metterà un freno alla sua produttività artistica e nemmeno alla sua vita personale. E’ in questo periodo che conosce quella che poi diventerà sua moglie e che gli sarà accanto fino alla morte, avvenuta il 16 Giugno del 1988 per overdose nella sua casa di Montepulciano.
Numerosi saggi, romanzi e mostre ne hanno riconosciuto negli anni il talento, la grande versatilità, l’originalità artistica e soprattutto la capacità di descrivere con uno sguardo schietto e disincantato la propria generazione e l’interezza della società, della politica e della cultura del suo tempo.


Truccarsi a 40 anni per un matrimonio

Massimo Dutti Collezione Estate 2016