Ansie da prestazione e quello che le donne non dicono!

Anche se ormai le donne vivono la sfera sessuale in maniera molto più libera, per loro non mancano le così dette ansie da prestazione

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Sono diverse le cose che le donne non ammettono per quanto riguarda le loro ansie da prestazione: si sa ormai le ragazze sono molto più emancipate, ma queste paure a sfondo sessuale, indubbiamente esistono ancora. Tra tutte c’è sicuramente chi penserà di essere giudicata una cattiva ragazza se si reca dal farmacista per acquistare la pillola del giorno dopo: non mancano le donne che si fanno tantissime paranoie sul fatto che se non mandano una foto nuda al partner potrebbero perderlo. Immancabili saranno sicuramente quelle che non riescono ancora a comprendere cosa significhi ”relazione aperta”: insomma sono tantissime le ansie da prestazione che si accavallano nella testa delle donne, ma scopriamone insieme alcune che difficilmente riescono ad ammettere.

Le ansie da prestazione che le donne difficilmente ammettono!

Molte ragazze hanno paura ad ammettere che praticano la masturbazione, in quanto molto spesso l’autoerotismo femminile viene considerato un tabu: pensandoci però, non c’è davvero nulla di male nel farlo.

Spesso pensano di essere costrette a fingere l’orgasmo: raggiungerlo non è semplice, e per paura di deludere il partner, a volte si racconta questa piccola bugia.

Il dilemma sulla relazione aperta: sono molte le ragazze che non riescono a capire che senso abbia avere due storie contemporaneamente, anche se a volte tendono ad accettarla comunque per paura di essere scaricate.

Le donne si tormentano con ansie da prestazione per il rapporto sessuale al primo appuntamento: in generale se lo fanno così presto, hanno paura di essere giudicate di ”facili costumi” e per questo motivo tentano di non cedere all’attrazione.

Sono tante le paranoie che le ragazze si fanno sui messaggi dopo il sesso: mandare o non mandare l’sms della buonanotte?

A volte raccontano di essere andate a letto con molti uomini solo per risultare più disinibite: se per i maschi è considerato un motivo di vanto, perché non potrebbe esserlo anche per loro?