6 Marzo: la Santa del Giorno è la beata Rosa da Viterbo

Un fulgido esempio di virtù e di fede

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6 Marzo: la Santa del Giorno è la beata Rosa da Viterbo, fulgido esempio di fede e di forza morale, che risollevò gli animi dei cristiani.

Una giovinetta che fu baluardo di fede nel XIII secolo

Nata nel 1233 a Viterbo, fin da giovanissima la fanciulla mostrò una forte trasporto religioso. Il suo più grande desiderio sarebbe stato quello di prendere i voti e di vivere secondo la Regola di Santa Chiara, in un monastero di Clarisse attivo nella zona di Viterbo. Le monache non concessero alla fanciulla di unirsi all’ordine, a causa delle sue precarie condizioni di salute.

Abbiamo appreso alcuni dettagli in merito alle effettive condizioni di salute della Beata Rosa soltanto alcuni secoli dopo la sua morte. Sono stati infatti effettuati alcuni esami sulle spoglie della giovane. E’ emerso che la Beata Rossa avesse capelli neri, occhi azzurri, fosse alta circa un metro e mezzo e morì all’età di circa 19 anni ma, in particolare, è stato scoperto che le sue difficili condizioni di salute derivavano da una rara patologia a causa della quale la fanciulla era nata priva dello sterno.

La malattia di Rosa fu secondo la tradizione il motivo scatenante della sua adesione al terz’ordine francescano: la ragazza infatti, durante una crisi che avrebbe potuto esserle fatale la Vergine le si mostrò in sogno e le promise una pronta guarigione se Rosa avesse attraversato in penitenza le strade di Viterbo e si fosse poi votata al terz’ordine francescano.

6 Marzo: la Santa del Giorno è la Beata Rosa da Viterbo, che sopravvisse alle fiamme.

Una volta guarita Rosa obbedì, suscitando grande commozione nei cristiani della città i quali sentirono rafforzarsi la propria fede, messa a dura prova dall’eresia professata dai catari che stavano diffondendosi nella zona. A causa del suo fortissimo sostegno al partito Guelfo, l’Imperatore Federico II la esiliò dalla città: la giovane assieme alla sua famiglia si rifugiò a Soriano, quindi a Vitorchiano. Durante il periodo dell’esilio le fu imposto di camminare attraverso fiamme ardenti al fine di dimostrare la verità delle sue tesi contro i catari: Rosa uscì indenne dalla prova e per questo fu dichiarata beata nel 1457.