Patrono degli innamorati e, dice qualcuno, dell’industria cioccolatiera

14 Febbraio: San Valentino è per tutto il mondo cristiano il patrono degli innamorati. Le celebrazioni in suo onore sostituirono i Lupercalia e si trasformarono all’inizio del XIX secolo in un business.

Amor sacro e amor profano

Fin dai primi secoli della sua esistenza la Chiesa Cattolica volle sovrapporre le proprie festività e i propri templi a quelli pagani, in maniera da eliminare dalla memoria collettiva le precedenti celebrazioni. E’ quanto accadde ai Lupercalia, una festività che ricorreva alla metà di Febbraio nel mondo Romano e che era l’esatto contrario dell’amore romantico. Durante la festa in onore del satiro Luperco infatti gli uomini sfilavano nudi per la città impugnando delle fruste e le donne si offrivano volontariamente alle loro sferzate. Sembra che addirittura le donne incinte non disdegnassero la frusta, convinte che quella pratica avrebbe fatto bene al nascituro.
A causa delle cibarie e del vino che scorreva a fiumi durante i Lupercalia l’intera festa aveva carattere orgiastico e, di conseguenza, era fortemente osteggiata dalla Chiesa Cattolica.
Nel 496 dopo Cristo Papa Gelasio I istituì ufficialmente la festa di San Valentino, fissandola il 14 Febbraio, quindi il giorno prima dei Lupercalia. Sperava infatti che i residui dei baccanali che si celebravano alla metà di Febbraio potessero essere oscurati dalla fama di Valentino, protettore degli innamorati e, quindi, dell’amore nella sua accezione romantica e non sensuale.

14 Febbraio: San Valentino patrono degli innamorati

Durante la sua lunga vita il Vescovo di Terni Valentino fu legato a filo doppio a vicende che avevano per protagonisti coppie di innamorati. Quella più frequentemente riportata è la leggenda secondo cui una fanciulla cristiana, Serapia, e il centurione pagano Sabino avrebbero voluto sposarsi ma erano osteggiati dalla famiglia di lei, che avrebbe preferito per Serapia un marito cristiano. I due giovani si rivolsero a Valentino che, quando scoprì che la fanciulla era molto malata, acconsentì a unire i due in matrimonio. Si narra che Serapia morì appena dopo la celebrazione e che Sabino morì di dolore insieme a lei.
Un’altra leggenda ancora vuole che Valentino riappacificasse gli innamorati litigiosi e instillasse l’amore nei cuori dei giovani facendo volar loro intorno coppie di piccioni tubanti: è questa l’origine dello scherzoso “piccioncini” che si dice alle coppiette particolarmente affettuose.

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Ultimo aggiornamento: 14-02-2017


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