Il borgo nato intorno accanto al fiume e attorno e a un santuario

Visitare Grazie, nella provincia di Mantova, permetterà di ammirare le rive paludose del Mincio celebrate da Virgilio e lungo le quali si coltivavano le canne, i fior di loto che qui furono importati da una botanica appassionata dell’oriente e soprattutto la grande camera delle meraviglie che è il Santuario della Madonna delle Grazie, che da il nome al luogo.

Visitare Grazie e incantarsi davanti agli ex voto

Il cuore del borgo e il suo maggiore punto di attrazione è certamente il santuario dedicato alla Madonna delle Grazie, venerata principalmente dai pescatori del Mincio, ma con il tempo anche dai pellegrini che giungevano nel borgo da ogni luogo per portare le proprie offerte all’icona miracolosa.
Proprio per accogliere i pellegrini, dalla sua fondazione medievale il borgo si ingrandì lentamente grazie alla costruzione di ricoveri, di portici e di altre strutture destinate a offrire sosta e ristoro a coloro che passavano da Grazie.
Con il tempo si accumularono nel piccolo santuario a pianta rettangolare un’insieme stupefacente di ex voto in cera (alla maniera barocca degli spagnoli), di statue lignee che raffigurano ancora i devoti appartenenti a una varia umanità (degna di nota è sia la statua di una ricca nobildonna sia quella della cosiddetta “miseria delle grazie”, una contadina dal cappello di paglia).
Con il tempo i monaci che avevano in cura il santuario costruirono nuove scansie per custodire l’enorme mole di doni che pervenivano al santuario e cominciarono la necessaria manutenzione degli ex voto. Chissà quante volte i volenterosi monaci hanno dovuto spolverare il coccodrillo impagliato appeso al muro, simbolo del Maligno.

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I Mastri Madonnari della Fiera delle Grazie

Dal 1973 in occasione dell’antichissima Fiera delle Grazie che cade a Ferragosto si radunano a Grazie i Madonnari, cioè quegli artisti che rappresentano soggetti sacri direttamente sulla pavimentazione stradale adoperando semplici gessi. I madonnari che accorrono da tutta Italia e talvolta anche da stati esteri, danno saggio delle propria arte sulla piazza del sagrato, a partire dal tardo pomeriggio del 14 agosto e dopo la tradizionale e sentita benedizione dei gessi. I lavori vanno avanti per tutta la notte e si concludono nel pomeriggio del 15 Agosto, quando vengono assegnati tre premi: il miglior Maestro Madonnaro, il Madonnaro Qualificato, il Madonnaro Semplice.
Il Maestro Madonnaro ha l’onore di disegnare il manifesto per la Fiera dell’anno successivo.

Fonte immagine di copertina: Wikipedia

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ultimo aggiornamento: 29-05-2016


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