Passare sotto i portici e imparare l’arte dei cordai nel museo comunale

Visitare Castelponzone vuol dire ripercorrere le campagne e le viottole acciottolate che caratterizzavano il paesaggio padano dei secoli scorsi, scoprendo un angolo di storia ancora intatta.

Le origini

La rocca di Castelponzone nacque per volere degli Sforza, che intendevano tenere sotto controllo le vie che conducevano da Cremona a Mantova. Fin dal principio però il castelletto, in una posizione così strategica, attirò le mire dei signori di Mantova, i Gonzaga. Due famiglie, sostenute ognuna dai potenti signori cittadini, si contesero il dominio sul castello e infine furono i Ponzone con l’appoggio degli Sforza, a mantenere il controllo della rocca. Da quel momento in poi il territorio prese il nome di Castelponzone, in onore della famiglia che vi regnò dal 1416, quando ottenne un titolo nobiliare.
Il castello originario fu danneggiato seriamente in diversi momenti storici. Uno di questi fu la piena del Po e, otto anni dopo, la guerra dei Trent’Anni tra francesi e spagnoli che arrivò anche in Val Padana e rase praticamente al suolo il castello dei Ponzone.
Nel 1659 il castello venne ricostruito con la caparbietà tipica dei lombardi per essere distrutto, questa volta definitivamente, alla fine dell’Ottocento per ricerche di tipo archeologico.

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Visitare Castelponzone e tornare indietro nel tempo

Il borgo di Castelponzone non presenta più le fortificazioni che un tempo lo avevano reso celebre, ma le facciate delle sue case e le sue strette vie acciottolate sono state ricostruite con cura per restituire al visitatore le atmosfere quiete ed arcaiche che ne costituiscono il fascino. I portici che si susseguono lungo la via centrale del paese sono una caratteristica del borgo e una volta ospitavano antiche botteghe e osterie. La residenza settecentesca conosciuta come “La Villa” presenta anch’essa un porticato, poggiato su colonne doriche che ne sottolineano la diversità rispetto alle altre abitazioni, tutte a carattere rurale, da cui è circondata. Queste ultime conservano ancora le loro corti, le stalle e i vecchi fienili che ricostruiscono in maniera puntuale la civiltà contadina che sta alla radice della vita della bassa padana.
Tra i prodotti della terra che hanno fatto la ricchezza e la celebrità di Castelponzone non si può non citare la canapa, dalla cui si ricavavano quelle fibre necessarie alla tornitura di corde che diedero lavoro e pane a gran parte degli abitanti del borgo. L’attività dei cordai è ricordata e celebrata nel Museo dei Cordai, in cui sono esposti strumenti e prodotti dell’antica arte delle corde nella sua evoluzione attraverso i secoli.

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ultimo aggiornamento: 27-05-2016


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