Visitare Alpe Pedroria e Alpe Madrera

Alpe Pedroria e Alpe Madrera, un’area naturalistica di 200 ettari nelle Alpi Orobiche. Ecco come visitare questo luogo straordinario salvato dal FAI.   

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Alpe Pedroria e Alpe Madrera: un’area naturale di 200 ettari nel cuore del Parco delle Orobie Valtellinesi, ricca di alpeggi, boschi e panorami che tolgono il respiro. Scopriamo di più su questa oasi lombarda.

L’area naturale

L’area naturale di Alpe Pedroria (1929 m s.l.m.) e Alpe Madrera (1435 m s.l.m.) comprende 200 ettari di aree verdi, che sono state donate al Fai dall’architetto Stefano Tirinzoni nel 2011. Il sentiero che le collega è ricco di pascoli e malghe. È inoltre possibile osservare ciò che è rimasto delle baite e degli edifici che un tempo venivano utilizzati da chi si occupava dei pascoli. Le Baite Eterne, ad esempio, erano usate come tappa intermedia dai pastori che salivano dalla valle per raggiungere Alpe Pedroria. Tra le specie animali che popolano quest’area ci sono il fagiano di monte, detto anche Gallo forcello. Esiste una zona in particolare in cui questo volate trova l’habitat ideale.

Che cos’ha fatto il FAI

Per salvaguardare questo territorio, il FAI ha deciso di ripristinare le attività di pascolo per aumentare la biodiversità. Ha inoltre deciso di recuperare alcune baite presenti nell’alpeggio.

Come arrivare

Alpe Pedroria e Alpe Madrera si trovano a Talamona, Sondrio. Le indicazioni per raggiungerle sono le seguenti: dal Rifugio Alpe Piazza, è sufficiente seguire le indicazioni per il sentiero che porta al crinale e in 15 minuti di raggiunge l’Alpe Pedroria. Percorrendo il sentiero n. 162 si riesce a scendere a valle per raggiungere l’Alpe Madrera nel giro di un’ora.

Informazioni 

L’area naturale è anche visitabile per scolaresche tramite visite guidate. Per informazioni basta chiamare il numero 335 8410253.

Il numero di telefono da contattare è 02467615325 e l’email proprieta@fondoambiente.it. Per ulteriori informazioni visitare il sito http://www.visitfai.it/alpepedroria-alpemadrera/.

 

Fonte immagine copertina: Flickr