Trauma Post Vacanze Natalizie? Pensa Già All’Estate!

Il ritorno in città, al lavoro o anche solo alla solita vita quotidiana è sempre un po’ un trauma per tutti. Con un po’ di strategia e tanta fantasia però non ci faremo travolgere dalla malinconia.

chiudi

Caricamento Player...

Gennaio è da sempre il mese più difficile, il mese delle contraddizioni. C’è il Capodanno, i fuochi d’artificio, i baci rubati alla mezzanotte, le pazzie con gli amici, gli abbracci affettuosi con i parenti ed i sogni proibiti, quelli che si esprimono ad occhi chiusi, con lo sguardo speranzoso verso il cielo, a cuore aperto e con l’animo convinto che quello che è appena iniziato sarà l’anno più bello della nostra vita, l’anno della svolta.

L’1 gennaio è il giorno in cui ci sentiamo più forti, più convinti di noi stessi, più coraggiosi e perché no anche un po’ matti. Poi per qualcuno ci sono ancora le vacanze da finire, da vivere al massimo, senza risparmiarsi nemmeno un secondo, chi al mare tra le onde e la tintarella, chi in vetta tra neve ed aria pura, tutti un po’ comunque in paradiso. Un paradiso che culmina nel giorno dell’Epifania, quello dei Re Magi e della “manifestazione” per i cristiani, quello dei dolci, delle calze appese e rattoppate, degli ultimi regali e del calore familiare per tutti.

Il 6 gennaio però è anche la data in cui le feste invernali definitivamente finiscono, il vero e proprio trauma invernale, in casa si inizia a smontare l’albero ed il presepe, le luci natalizie sui balconi vengono spente, i regali scartati messi a posto e la tombola in scatola riposta in un cassetto, in attesa di riuscire per la prossima stagione. E’ proprio in quel momento che inizia il periodo più complicato, il periodo in cui si deve tornare neanche troppo piano alla vita reale, in cui i problemi e le preoccupazioni improvvisamente tornano a galla più forti che mai, in cui non ci si sente più tanto forti e sicuri; ma soprattutto è il momento in cui si realizza che alle prossime vacanze non mancano solo un paio di mesi, ma un vero e proprio tour de force di minimo 6 mesi, vale a dire circa 180 giorni di full immersion.

Per chi è più fortunato e vive fuori dalle mura cittadine almeno alzandosi la mattina o mentre si incammina verso l’ufficio e/o i doveri quotidiani può vedere il dolce ondeggiare del mare o il colorito mutevole delle montagne; per tutti gli altri invece non c’è nemmeno questa consolazione, la brezza marina e il vento proveniente dalle alture resta per settimane solo un amabile ricordo diventando un vero e proprio trauma. Come sempre però noi uomini e donne siamo dotati di uno strumento fantastico che se usato correttamente è continuamente capace di “salvarci” ribaltando ogni prospettiva: il cervello o almeno un suo piccolo angolo chiamato intraprendenza.

Basta poco infatti per riuscire a vedere già l’alba delle prossime vacanze estive. Cosa c’è di meglio ad esempio che iscriversi ad un bel corso di beach volley: in Italia oramai sono tanti i centri sportivi in città o fuori dotati di campi anche coperti e riscaldati per la stagione invernale, in cui ci si può accedere per semplici partitelle con amici o per lezioni complete adatte a tutte le età con orari anche serali per chi lavora fino a tardi e corsi con istruttori differenziati in base al proprio livello di bravura.

Trauma Post Vacanze Natalizie: Beach Volley
Trauma Post Vacanze Natalizie: Beach Volley

Giocare e allenarsi sulla sabbia, in calzoncini corti e top, con sotto magari anche il costume può diventare una vera boccata d’ossigeno settimanale, regalandoti quel sapore d’estate di cui tutti noi abbiamo sempre bisogno; senza dimenticare che il beach volley è un ottimo sport per perdere qualche chilo di troppo magari acquistato con le tavolate natalizie, ma anche per scaricare in modo sano e naturale tutta la tensione e lo stress accumulato durante il giorno, un’intelligente alternativa per ricaricarsi fisicamente e mentalmente.

Ma la voglia di ferie può essere soddisfatta superando il trauma post vacanze natalizie, anche in un altro modo ed il 2014 si presenta come un anno tutt’altro che antipatico. Molte festività infatti cadono a pennello per gli amanti delle gite fuoriporta o delle fughe romantiche nei weekend, così a partire da aprile ci si può organizzare per tanti piccoli ponti, perfetti per rigenerarsi alla scoperta di qualche città o borgo italiani ancora sconosciuti, per riprendere il volo in prospettiva di mete lontane ed estere o anche solo per rilassarsi per qualche giorno a casa e dedicarsi solo a se stessi o ai propri hobby.

Prendete nota dunque: si comincia con la santa Pasqua ed il solito lunedì dell’Angelo, quest’anno precisamente il 20 e 21 di aprile; si prosegue subito a catena con la Festa della Liberazione il 25 aprile che cade perfettamente di venerdì, poi la meritatissima Festa dei lavoratori il 1 maggio il giovedì successivo che per i più fortunati può significare uno stop di ben 4 giornate; si conclude poi con il 2 giugno, Festa della Repubblica Italiana, che cadendo proprio di lunedì permette anche in questo caso di godersi un weekend più lungo. Tanti piccoli stop che hanno il sapore della primavera inoltrata e dell’inizio dell’estate che quest’anno potrebbe vederci quindi già preparati con un colorito diverso dal solito pallore, il fisico tonico e l’umore non proprio al tappeto.

Questi primi giorni difficili di rientro possono dunque già essere rasserenati. Anche perché in ogni caso, beach volley e festività a parte, quel che conta è pensare che non potremmo mai goderci il piacere senza prima occuparci del dovere o in altre parole, le vacanze sono così belle proprio perché fanno capolino ogni tanto, altrimenti diventerebbero anche quelle una noiosa routine.

Infine come non notare che questo è senza dubbio un articolo scanzonato proprio con l’obiettivo di distrarre forse con un sorriso dal problema/trauma più grave dei nostri tempi e purtroppo anche del 2014 che è appena nato: ovvero il fatto che di vacanze molte persone, molte coppie, molte famiglie proprio non possono parlare ed il vero trauma, reale, per loro e per tutti noi è la mancanza di lavoro!

Claudia Elena Rossi.