Il governo punta ad ampliare la platea dei vaccinati con terza dose: entro fine anno potrebbero arrivare le dosi per gli over 50 e gli insegnanti.

La terza dose del vaccino Covid potrebbe essere somministrata a tutti gli over 50 entro la fine dell’anno. Un’ipotesi che il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, definisce “ragionevole“. Non solo gli insegnanti, che potrebbero essere immunizzati entro la fine dell’anno, ma l’intera popolazione over 50 potrà accedere alla terza dose prima dell’arrivo del 2022. Questo il piano del governo, che punta ad aumentare ancora di più la copertura vaccinale per evitare di incappare in nuovi focolai come quelli già registrati nel Nord Italia.

Terza dose Vaccino, a chi spetta prima e quanto dura.

Vaccino Covid, non solo terza dose: il richiamo per gli altri vaccini

Prima ancora di partire con la terza dose per over 50 e insegnanti, riceverranno il richiamo tutti coloro che sono stati immunizzati con il vaccino Johnson&Johnson. L’Aifa ha dato il via libera al richiamo del monodose per i seicentomila italiani che hanno ricevuto questo siero. Il richiamo non avverrà però con un nuovo Johnson&Johnson, bensì con uno dei due preparati a mRna, Pfizer o Moderna.

Vaccino iniezione braccio donna
Vaccino iniezione braccio donna

Ma una nuova dose di vaccino verrà destinata anche a coloro che hanno ricevuto Sinovac e Sputnik. Vaccini, questi, destinati a tutti i lavoratori stranieri che, non avendo un siero riconosciuto nel nostro paese, non hanno potuto ricevere il Green Pass.

Il governo punta ad allargare la platea della terza dose

Come sottolineato dal sottosegretario Costa, il piano del governo è quello di ampliare la platea di coloro che possono ricevere la terza dose entro la fine dell’anno. Al momento l’Aifa ha dato il via libera per le persone fragili e gli over 60, ma è probabile che presto possa toccare anche ad altre categorie. E mentre si continua a parlare di obbligo vaccinale non solo per il personale sanitario, preoccupa la risalita dei dati, ormai costante. Se può infatti essere frutto del maggior numero di tamponi eseguito da chi vuole ottenere il Green Pass per lavorare, è altrettanto vero che con i contagi stanno aumentando anche i ricoveri e i decessi.

Dati che apparentemente non sembrano allarmare il sottosegretario Pierpaolo Sileri, che ha bollato come “fisiologica” la risalita dei contagi per via di quanto accaduto nel Nord Europa. Tuttavia, l’esplosione di diversi focolai e cluster nell’Italia settentrionale, come a Padova e in Alto Adige, tengono alta l’attnezione del governo, che per questo motivo punta a raggiungere il prima possibile la soglia del 90% di vaccinati almeno con una dose. Con l’obiettivo di evitare nuove restrizioni e misure severe, come il lockdown per chi è senza vaccino, in vista delle prossime festività natalizie.

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