La Svizzera che non conoscevamo: Porte Chiuse alla Frontiera

Se eravate convinti che oltre le Alpi ci fosse ancora un’oasi felice in cui rifugiarsi, vivere o lavorare tra alte montagne innevate, cioccolato prelibato, orologi precisi e belle showgirl dovrete ricredervi. La Svizzera volta pagina e dice stop agli immigrati.

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In Europa c’è sempre stato un Paese visto da tutti come simbolo di pace, di tregua e di asilo, non per nulla la sua bandiera è rappresentata da una croce bianca su sfondo rosso. Si tratta ovviamente della Svizzera, quel piccolo pezzo d’Europa racchiuso tra montagne e laghi, che è riuscita intelligentemente a scampare alle guerre mondiali proclamandosi sempre neutrale e che per anni ha ospitato popolazioni, lingue e culture profondamente diverse ma in grado all’interno dei suoi confini di ritagliarsi un piccolo spazio tutto per loro vivendo in armonia e in un clima di stretta collaborazione.

La Confederazione svizzera infatti è attualmente uno Stato federale composto da ben 26 cantoni, con ben 3 lingue differenti ufficiali – italiano, francese e tedesco- ed una semiufficiale, il cosiddetto romancio, parlato nelle valli del Canton Grigioni. La divisione linguistica è seguita da un’altrettanta divisione religiosa, senza che ve ne sia però una di Stato. I suoi circa 8 milioni di abitanti godono di una totale libertà di culto, stessa libertà riconosciuta anche per gli stranieri che da sempre hanno rappresentato per la piccola grande Svizzera una fonte inesauribile di ricchezza e crescita. Fino alla scorsa domenica. E’ ormai noto a tutti infatti il risultato di un incredibile Referendum che si è svolto in terra svizzera con l’obiettivo di decidere se chiudere le frontiere o continuare a godere e subire del flusso di migranti per lo più lavoratori in particolare di origine francese e italiana.

Il Paese elvetico è andato in massa a votare e si è spaccato in due ma uno 0,4% in più è stato determinante: stop all’immigrazione, ci vogliono quote e limiti per la maggioranza degli svizzeri, evidentemente stufi o spaventati dagli ingressi sempre più frequenti viste le condizioni salariali, economiche e fiscali di cui attualmente gode la Svizzera. Benefici e vantaggi che lo stesso referendum però ha così incredibilmente messo in discussione: l’UE non ci sta e ha fatto sapere che se dovessero essere costretti a rinegoziare gli accordi di libero scambio di persone, verrebbero inevitabilmente anche rimessi in discussione i patti economici, in particolare quelli riguardanti i dazi. Francia ed Italia in primis si sono alquanto indignate davanti alla forte provocazione dei vicini svizzeri, ma in generale tutti i Paesi Europei, compresa la Germania, hanno fatto sentire la loro voce schierandosi contro l’intenzione di creare un muro anche se solo virtuale tra i confini elvetici.

I più allarmati però da questo insolito referendum sono proprio gli italiani che con la Svizzera hanno da sempre avuto un rapporto complicato, un cosiddetto “odi et amo” mai del tutto definito. Ma sono soprattutto i cosiddetti frontalieri che si sentono maggiormente minacciati e che hanno già denunciato alcuni scorrettezze viste nei nuovi annunci di lavoro: vengono penalizzati gli stranieri e viene sottolineata l’importanza e la preferenza data per chi parla la lingua nazionale o ancora peggio per chi ha il domicilio già oltre confine. Il paese natale di Michelle Hunziker, la bionda conduttrice di Striscia la Notizia attualmente accasata in Italia nella reggia del bel erede di Trussardi, non è poi quindi così amichevole ed ospitale come voleva apparire.

La Svizzera che non conoscevamo: Porte Chiuse alla Frontiera
La Svizzera che non conoscevamo: Porte Chiuse alla Frontiera

Peccato che la memoria degli elvetici sia così breve da non ricordarsi ed ammettere che la loro fortuna sia derivata negli anni proprio dalla manodopera fruttuosa di noi italiani, oltre che delle altre popolazioni europee. Fa sorride ironicamente che a lamentarsi sia ad oggi un Paese economicamente più stabile di tutti gli altri, che ad oggi non ha mai dovuto subire la vera, dura e cruda realtà dell’immigrazione, quella fatta di barconi pieni zeppi di persone denutrite e terrorizzate, schiacciate fra di loro fino a scoppiare, disperate al punto di rischiare la vita o di perderla del tutto prima di poter anche solo scorgere le coste dal mare.

Gli italiani, sempre pronti ad ospitare stranieri anche in condizioni estreme, sono decisi ora a battagliare contro l’ingiustizia elvetica per non essere poi incredibilmente i primi a ricevere le porte in faccia. Sarebbe proprio brutto dover iniziare proprio adesso una “guerra” di principio: chissà poi come potrebbe essere minacciata la dolce e sacra quiete di casa Trussardi-Hunziker.

Claudia Elena Rossi.