Somatizzare, in alcuni casi, è normale, ma quando avviene per un lungo periodo si parla di disturbo di somatizzazione. Cosa significa?

Somatizzare significa, in termini semplici, sperimentare un livello variabile di sofferenza psichica attraverso sintomi fisici. In alcuni casi, può essere un disturbo sporadico, per cui non c’è da preoccuparsi. In caso contrario, è necessario rivolgersi ad uno psicoterapeuta. Scopriamo insieme quali sono i sintomi più comuni.

Somatizzare: significato e cause

Il disturbo di somatizzazione o psicosomatico si presenta quando un soggetto lamenta, in modo più o meno frequente, alcune patologie che non hanno una causa organica. Si tratta di una sofferenza psicologica espressa attraverso il corpo, come quando, dopo una giornata stressante, si avverte un forte mal di testa. In casi come questo si tratta di risposte fisiologiche dell’organismo, attivate dalle emozioni che si provano in un dato momento. Solitamente sono transitorie e si risolvono spontaneamente senza lasciare particolari disagi.

In altri casi, però, alcuni eventi di vita stressanti, peggio se prolungati e con un forte impatto sul piano emotivo, possono causare un accumulo di ‘tensione’ che si manifesta attraverso la somatizzazione. Pertanto, il soggetto interessato può sviluppare sintomi fisici duraturi e talvolta invalidanti, che all’apparenza non hanno una ‘diagnosi’ medica. Dopo infinite visite ed esami specifici, il dottore rimanda a casa il paziente con una sola raccomandazione: riposo. Le somatizzazioni, però, non hanno bisogno solo di un’esistenza tranquilla per sparire, ma anche di un bravo psicoterapeuta o psichiatra che sappia cogliere i segnali che il corpo manda in un certo momento.

Reflusso gastroesofageo

Disturbi psicosomatici: i sintomi più frequenti

I sintomi più frequenti dei disturbi psicosomatici sono: cefalee ricorrenti, tachicardia, attacchi di panico, mal di schiena, diarrea, dolori addominali, nausea, insonnia, vomito, dolore alle articolazioni, disturbi gastro-intestinali. Come già sottolineato, anche se sarebbe bellissimo, non basta una bacchetta magica per insegnare al corpo la risposta corretta da fornire in caso di ‘pericolo’. E’ necessario prendersi cura di sé e rivolgersi ad un terapista, per cercare di arrivare alla causa e, soprattutto, alla risoluzione del problema.

La somatizzazione, infatti, non fa altro che esprimere, attraverso il corpo, un disagio psicologico che nega oppure fatica a riconoscere ed elaborare. L’attacco di panico, ad esempio, non arriva mai senza un motivo ben preciso. La persona che lo vive per la prima volta crede di morire o impazzire ed è normale che ricorra alle cure ospedaliere. In realtà, però, il corpo sta soltanto cercando di esprimere un malessere interiore, dell’anima. Somatizzare, inoltre, porta a sviluppare un’eccessiva preoccupazione per la propria salute. Questa attenzione morbosa comporta una specie di allerta perenne, volta a cogliere anche il più piccolo cambiamento fisico come fattore negativo. Magari, facendo le scale con un passo più veloce rispetto al solito, si pensa che ad un infarto: in realtà si tratta solo di aver corso un po’ di più. Gli esempi, ovviamente, sono infiniti, ma in certi casi l’unica cosa da fare è rivolgersi ad uno specialista.


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