Secondo un recente studio americano, il sesso nelle pubblicità non attira più l’attenzione dei consumaturi e non migliora le vendite. Vediamo perché.

Quante volte abbiamo visto spot pubblicitari in TV, oppure campagne pubblicitarie sulle riviste, sui cartelloni in strada e sui volantini dal contenuto erotico?

Tante, tantissime volte. Anzi, fino a qualche anno fa il sesso sembrava essere la carta vincente per attirare l’attenzione delle persone e aumentare le vendite. Secondo un recente studio statunitense, però, pare che la vecchia regola del “sesso vende” non valga più.

Il sesso nelle pubblicità non vende più

Il sito Warc.com ha pubblicato di recente un articolo dal titolo eloquente “Il sesso non vende più”. L’articolo si basa su una nuova ricerca accademica condotta dal Professor John Wirtz, che insegna pubblicità all’Illinois University, pubblicata sul prestigioso “International Journal of Advertising”.

Secondo il Prof. Wirtz, includere scene dal richiamo sessuale nelle pubblicità, non ha alcun effetto positivo sui consumatori. Lo studio, infatti, ha osservato il comportamento di un campione di volontari alla visione di spot con un certo appeal sessuale ed è emerso chiaramente che ciò non li ha aiutati minimamente a ricordare meglio il nome del brand, né li ha spinti a comprare il prodotto. Il sesso fa effetto zero sui partecipanti al nostro vasto studio”, ha spiegato il professore.

Ma non è finita qui: dallo studio è risultato anche che i consumatori tendono a considerare negativamente i marchi che per pubblicizzarsi puntano sui contenuti sessuali. Risultati simili, tra l’altro, erano emersi da un altro studio del 2015 condotto dall’ Ohio State University, secondo cui ormai i consumatori sarebbero desensibilizzati a causa dell’enorme quantità di contenuti espliciti a cui assistono da anni.

Come se non bastasse, a confermare le conclusioni di questi studi, lo spot di “Carl’s Jr.” mandato in onda durante il Super Bowl, in cui una bellissima donna nuda mangiava un hamburger camminando nel mercato agricolo, è stata giudicata offensivo e irritante dal il 52% dei consumatori e ben il 32% ha dichiarato che la sua opinione sul marchio è peggiorata.

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Ultimo aggiornamento: 12-07-2017


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