Adolescenti dipendenti dal sexting: perché lo fanno e quali sono i rischi

Il sexting, ovvero lo scambio di messaggi e foto a sfondo sessuale, è sempre più diffuso tra i giovanissimi. Vediamo perché lo fanno e quali sono i rischi che corrono.

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Non c’è nulla di male a scambiarsi qualche messaggio hot con il proprio partner, a patto che si conoscano le conseguenze e i rischi che si corrono, come quello che foto intime vengano rubate o pubblicate per vendetta.

Tutto questo sfugge ai più giovani, eppure a fare sexting sono soprattutto gli adolescenti tra i 13 e i 18 anni. Un fenomeno preoccupante, inspiegabile per molti genitori. Vediamo perché molti ragazzi ne diventano dipendenti.

Perché i ragazzi fanno sexting

sexting

Come spiegato in un recente articolo pubblicato su Vanity Fair, su 1.112 ragazzi che nel corso del 2016 sono stati in cura presso il Centro multidisciplinare sul disagio adolescenziale del Fatebenefratelli di Milano, ben l’80% ha avuto problemi online, di cui il 40% per l’invio di foto sexy sul cellulare.

Sempre Vanity Fair ha raccontato la storia della 14enne Elena, che ha conosciuto su Instagram Marco, di 16 anni. Dopo aver chattato per qualche settimana, i due ragazzi si sono messi insieme e lui le ha chiesto di inviarle foto di lei nuda, perché “Se mi ami lo fai”. Lei ha accettato senza problemi, peccato che quando ha lasciato Marco le sue foto siano state inviate agli amici di lui.

Da un’indagine svolta da Pepita Onlus sui motivi che spingono gli adolescenti a scambiarsi foto porno è emerso che il 29,5% di loro lo fa “per dimostrare di essere figo”. “Da un’indagine del 2016 condotta da Censis e Polizia postale emerge che circa il 10% dei dirigenti scolastici italiani ha dovuto gestire episodi di sexting”, ha dichiarato a Vanity Fair il Commissario capo Rocco Nardulli, responsabile del settore Prevenzione generale della Polizia postale lombarda. Ma cosa fare se le foto finiscono su siti porno o cominciano a girare a scuola? Prima che la cosa diventi difficile da controllare, bisogna rivolgersi alla polizia.