Quello che non sai su Roberto Saviano, l’autore di Gomorra ospite ad Amici

Roberto Saviano sarà nuovamente ospite ad Amici nella puntata di sabato 29 aprile. Scopriamo qualche piccola curiosità sul famoso scrittore, autore del best seller Gomorra…

Roberto Saviano, nato a Napoli nel 1979, è l’autore del best seller internazionale Gomorra, il suo romanzo di esordio nel quale ha utilizzato la letteratura e il reportage per raccontare la realtà economica, di territorio e d’impresa della Camorra e della Criminalità organizzata nel senso più lato dell’espressione. Collabora con numerose testate di prestigio nazionali e internazionali. Vive sotto scorta dal 2006.

Roberto Saviano… la laurea honoris causa e la dedica di Bono Vox degli U2

  • Nel grande concerto che gli U2 hanno tenuto a Roma l’8 ottobre 2010, il leader degli U2 Bono Vox ha ricordato Roberto Saviano due volte, dedicandogli la loro famosa canzone Sunday Bloody Sunday. Al concerto era presente anche lo stesso Saviano, che ha incontrato Bono prima del concerto.
  • L’Unione Astronomica Internazionale ha denominato l’asteroide 278447 Saviano in suo onore, per i suoi meriti come scrittore.
  • L’Università di Genova gli ha conferito nel 2011 la laurea honoris causa in Giurisprudenza.
  • Nel 2013 Matteo Renzi gli ha conferito la cittadinanza onoraria della città di Firenze.
  • Gomorra ha venduto in tutto il mondo oltre 10milioni di copie, diventando così un best seller internazionale.

Roberto Saviano e la vita sotto scorta

Qualche mese fa Saviano ha parlato dei suoi primi 10 anni di vita sotto scorta: “Fare una sintesi di questi anni è difficilissimo, le prime parole che mi sento di spendere sono tutte di gratitudine per i carabinieri che mi hanno scortato ogni giorno, così come per gli ufficiali che li hanno coordinati. Ho vissuto con i carabinieri gran parte del tempo. Ho visto il loro impegno, i sacrifici, le attenzioni, che in questo momento vorrei omaggiare. Sono diventati per me una famiglia, spesso le loro caserme mi hanno accolto.Il tempo dello sconforto arriva quando ti accorgi che tutto viene percepito come normale. Dopo il mio caso, in Italia è esplosa una quantità di richieste di protezione a giornalisti e attivisti, e tutto è sembrato normale, ordinario, scontato. La verità è che non avevo idea di ciò che mi aspettasse. Potevo immaginare una vendetta ma non le spire di un Paese talmente immerso in una cultura del ricatto che diventa consustanziale alla strategia dei clan”.