Quando fare il tampone cervicale in gravidanza

Potrebbe tornarvi utile sapere quando fare il tampone cervicale in gravidanza.

Il tampone cervicale è molto importante per determinare la presenza di diverse patologie legate all’apparato riproduttivo femminile: viene eseguito dal ginecologo tramite l’inserimento in vagina di un bastoncino cotonato simile a un cotton fioc, che verrà inviato per l’analisi a un laboratorio che nel giro di pochi giorni comunicherà al medico la diagnosi. Il tampone cervicale può essere fatto anche in dolce attesa.

Quando fare il tampone cervicale in gravidanza?

Il tampone cervicale può essere richiesto dal medico se la donna è in cerca di una gravidanza o è alle prime settimane di gestazione, perché potrebbe essere inconsapevolmente affetta da Candida o Tricomoniasi. In seguito, il ginecologo può richiederne un secondo, intorno alla trentaseiesima settimana di gestazione, per verificare l’eventuale presenza nell’organismo della sua assistita dello streptococco emolitico di tipo A, principale responsabile di numerose infezioni e patologie neonatali. Individuare questo batterio quanto prima consentirà al medico di valutare l’opportuna profilassi attraverso la quale verranno scongiurati eventuali problemi per la gestante e il feto nel corso della gravidanza.

Contrariamente a quante molte donne possono pensare, non è assolutamente pericoloso effettuare questo test in gravidanza, basti pensare che in passato per monitorare la presenza di batteri che potevano rivelarsi dannosi in dolce attesa venivano effettuati esami molto più invasivi rispetto al tampone cervicale senza alcuna conseguenza negativa.

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ultimo aggiornamento: 20-11-2015

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