Quali sono controindicazioni anello vaginale?

Controindicazioni all’uso dell’anello vaginale possono essere la presenza di trombosi, emorragie vaginali, tumori e disturbi epatici.

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L’anello vaginale, contraccettivo ormonale per uso vaginale a basso dosaggio che contiene due ormoni sessuali che prevengono l’ovulazione.

La sua efficacia è paragonabile a quella della pillola contraccettiva, ma a differenza di quest’ultima, l’anello vaginale ha un’efficacia inalterata in concomitanza a disturbi intestinali o di assunzione di antibiotici e non richiede memoria per la sua assunzione.

Questo strumento contraccettivo, inoltre, può essere facilmente inserito e rimosso senza bisogno di alcun supporto.

Tuttavia, se l’anello vaginale presenta dei vantaggi rispetto ad altri sistemi contraccettivi, lo stesso non è esente da controindicazioni ed effetti collaterali.

Quali sono, dunque, le controindicazioni dell’anello vaginale?

Una delle più comuni controindicazioni anello vaginale è la possibilità che l’anello vaginale esca spontaneamente e questo richiede un’attenzione da parte della donna e un suo controllo per il reinserimento in vagina.

E ancora, l’anello vaginale potrebbe provocare infezioni batteriche così come dolore durante i rapporti sessuali e, soprattutto nei primi mesi in cui è presente nel corpo della donna, essere causa di cisti, lesioni vaginali e vaginiti.

Altri effetti collaterali sono, inoltre, l’acne, irritabilità, modulazione dell’umore, dolori addominali.

Infine, controindicazioni mediche alla sua assunzione devono essere valutate dal proprio medico ginecologo, ma le più comuni sono la presenza di trombosi, l’angina pectoris, il diabete mellito, tumori, emorragie vaginali e i disturbi epatici.